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Pancia gonfia: quali sono le cause?

Il gonfiore addominale è un disturbo molto comune: interessa in particolar modo il genere femminile e può manifestarsi in relazione ad abitudini alimentari errate o essere il sintomo di altre patologie. Il gonfiore addominale si manifesta con la tipica prominenza della zona della pancia e del basso ventre nelle ore successive al pasto, associata a una sensazione di tensione muscolare e spesso accompagnata da meteorismo e digestione difficoltosa.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Alessandro Fugazza, gastroenterologo in Humanitas.

Cos’è il gonfiore addominale e quali sono le cause

Il gonfiore addominale si manifesta quando, all’interno di stomaco o intestino, si accumula una quantità di gas maggiore del dovuto. Le cause possono essere molto differenti tra loro: le più comuni sono un’alimentazione poco equilibrata, per esempio ricca di zuccheri fermentati, lo stress psicosomatico e l’abuso di alcol e fumo. Anche una masticazione scorretta o troppo veloce, una scarsa idratazione e l’utilizzo di farmaci antidepressivi, antibiotici, antinfiammatori e gastroprotettori possono concorrere a sviluppare il gonfiore addominale.

Il gonfiore addominale può localizzarsi sia nella zona della dello stomaco, sia sotto lombelico. Nel genere femminile, inoltre, hanno un ruolo determinante nello sviluppo del gonfiore addominale anche i cambiamenti ormonali dovuti al ciclo mestruale o, più avanti con gli anni, ai mutamenti relativi alla menopausa. 

Dieta poco equilibrata e masticazione veloce: le abitudini a cui prestare attenzione

Chi soffre di gonfiore addominale dovrebbe prestare attenzione alla propria alimentazione, per esempio limitando i condimenti, che contribuiscono ad appesantire i cibi che cuciniamo. Contrariamente a quanto si crede, inoltre, anche frutta e verdura, se non assunte nelle quantità e nei tempi corretti, possono aumentare i disturbi allo stomaco e all’intestino: è il caso dell’insalata, per esempio, che aumenta il gonfiore intestinale e della frutta, che non andrebbe mangiata a fine pasto ma come spuntino durante la giornata. È invece consigliata la verdura cotta, da mangiare come contorno accompagnandola alla pasta, alla carne o al pesce. Fondamentale poi bere molta acqua (> 1,5 litri/die) non solo durante i pasti, ma, se possibile, ricordarsi di versare circa un bicchiere all’ora.

Tra gli alimenti che aumentano il gonfiore addominale figurano anche alcuni zuccheri che siamo soliti raggruppare sotto la dicitura FodMap, ossia fermentabili (carboidrati), oligosaccaridi (presenti per esempio nei legumi), disaccaridi (come il lattosio), monosaccaridi (come il fruttosio), polioli (come i dolcificanti alimentari). Chi soffre di gonfiore, dunque, dovrebbe limitare l’assunzione di cibi che contengono queste tipologie di zuccheri. Questo non significa certo eliminare intere classi di alimenti (a meno che lo specialista non indichi altrimenti), ma imparare a inserirle in maniera corretta nella propria dieta. I legumi, per esempio, possono provocare meteorismo in individui poco abituati ad assumere fibre: una soluzione può essere introdurli gradualmente nella propria dieta, per esempio cucinandoli una volta a settimana, e preferendo quelli secchi a quelli precotti. 

Tra gli alimenti che provocano gonfiore figurano anche le crucifere, dunque gli ortaggi della famiglia dei cavoli: anche in questo caso, infatti, si tratta di alimenti che fermentano nella nostra pancia. Non vanno però eliminati dalla propria dieta, perché sono ricchi di nutrienti antiossidanti e con funzioni antitumorali, ma vanno consumati in piccole porzioni, sempre una volta alla settimana, e limitando i condimenti.

Limportanza della masticazione

Quando parliamo di alimentazione errata non intendiamo solo diete poco equilibrate o poco adatte al proprio stato di salute, ma delle vere e proprie abitudini che influenzano il processo digestivo fin dal momento in cui la forchetta tocca la bocca. Parliamo di pranzi e cene sbrigativi, lavorando al computer o magari davanti alla televisione o al telefono, che ci costringono ad assumere posizioni sbagliate, o di una “ingordigia” che ci porta a masticare molto velocemente. Il nostro stomaco, invece, deve essere preparato a ricevere il cibo, dunque i muscoli devono essere rilassati e la posizione del corpo eretta. Una masticazione lenta, inoltre, dà avvio nella bocca a quella lavorazione del cibo che continuerà durante tutta la digestione.

In caso di dubbi consultare il medico

Il gonfiore addominale può essere però anche la spia di altre patologie, come il colon irritabile, la celiachia, o in rari casi l’occlusione intestinale. In questo caso, allora, sarà lo specialista gastroenterologo a indicare gli esami diagnostici più opportuni per indagare il problema. La visita gastroenterologica, infatti, può rivelarsi fondamentale per prendere consapevolezza di problemi più importanti e iniziare un percorso di cura. In particolare, bisogna contattare tempestivamente lo specialista gastroenterologo quando il gonfiore si associa a una sintomatologia più severa, con perdite di peso repentine, modificazione della frequenza delle evacuazioni e sangue nelle feci.

Specialista in Malattie dell'Apparato Digerente

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