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Linfomi “indolenti”, nuova terapia in sperimentazione

Copansilib è un anticorpo monoclonale che agisce bloccando selettivamente la crescita delle cellule tumorali, studiato per il trattamento di alcuni tipi di linfoma

I linfomi sono un gruppo di malattie che comprende al suo interno patologie molto diverse fra loro per aggressività, prognosi e sintomi. I linfomi che vengono classificati come “indolenti” o a “basso grado” sono caratterizzati da sintomi spesso blandi, e progressione lenta. Per questo, vengono spesso diagnosticati molto tempo dopo le prime manifestazioni e di sovente i pazienti sopravvivono alla malattia per lunghi periodi di tempo, anche senza effettuare alcun trattamento specifico. Sono patologie tipiche dell’età matura, visto che l’età media alla diagnosi è intorno ai 60 anni e, proprio a causa della scarsa specificità dei sintomi, vengono spesso diagnosticati in fase avanzata; costituiscono circa il 40% dei linfomi e sono sempre più diffusi, certamente anche a causa dell’aumentata aspettativa di vita media. Quali vantaggi potrà portare Copansilib nella terapia per i linfomi? Ne abbiamo parlato con il dott. Massimo Magagnoli, ematologo di Humanitas Cancer Center.

Dottor Magagnoli, cosa aggiunge questo farmaco alla strategia di cura per i linfomi?

I linfomi indolenti, anche a causa dell’età dei pazienti alla diagnosi (spesso avanzata), sono considerati fra i tumori difficilmente guaribili in via definitiva. Nella maggior parte dei casi, dunque, l’obiettivo del trattamento è arrestare la progressione della malattia, controllare i sintomi e preservare la qualità di vita del paziente. La terapia ha quindi lo scopo di trattare questa patologia bilanciando il più possibile l’efficacia della cura con gli effetti collaterali dei farmaci somministrati al paziente. Copansilib agisce inibendo la crescita delle cellule tumorali, bloccando l’attività di un enzima, la Fosfatidilinositolo-3-Chinasi (Pi3K), che è iperespresso nei linfomi. La specificità di questa terapia consente quindi una buona efficacia a fronte di effetti collaterali decisamente più contenuti, rispetto ai trattamenti attualmente utilizzati.

Nel caso questo studio dimostri l’efficacia di Copansilib, quali vantaggi sono ipotizzabili nei trattamenti?

Attualmente, il farmaco è in fase di studio nei pazienti che sono stati sottoposti ad almeno 2 linee di chemio-immunoterapia e viene somministrato in monoterapia (ovvero senza la combinazione con altri farmaci). Se i risultati finali dello studio confermassero quello che appare nella fase attuale, si potrebbe pensare di utilizzare Copansilib come trattamento standard, probabilmente in associazione con altri farmaci già utilizzati. Oltre ad aumentare l’efficacia, infatti, Copansilib migliorerebbe l’esito dei trattamenti, specialmente nei pazienti che hanno comorbidità importanti (come, per esempio, quelle cardiologiche, polmonari e renali), in quanto questi pazienti ne tollererebbero meglio gli effetti, paragonati con quelli delle terapie attualmente in uso.

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