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Laboratorio, la salute in una goccia di sangue

Ogni ora centinaia di campioni cominciano il loro percorso guidato e automatizzato all’interno di macchinari avanzati. Ciascuno di essi è costituito da pochi millilitri di sangue, che nascondono una enorme quantità di informazioni importantissime. Nell’arco di un anno intero si traducono in milioni di analisi, che consentono diagnosi corrette e l’identificazione delle cure migliori, dando un contributo concreto alla salute di decine di migliaia di persone e un contributo fondamentale alla ricerca.
Un sistema complesso e fortemente informatizzato, che funziona soprattutto grazie a un gruppo di esperti, medici e biologi, coadiuvati da tecnici, infermieri e personale amministrativo, che hanno scelto di dedicare la loro vita a uno degli ambiti sanitari meno conosciuti, ma assolutamente fondamentale per il funzionamento di un grande ospedale: il laboratorio di analisi cliniche.
Lavorano con passione, velocità e precisione, senza mai dimenticare, come sostiene il dott. Alessandro Montanelli, responsabile del Laboratorio di Analisi di Humanitas, che dietro ogni provetta c’è un essere umano, con la sua storia, i suoi problemi, e con l’esigenza, assolutamente legittima, di conoscere quanto più possibile sulle proprie condizioni fisiche.

Un ruolo importante nella ricerca e nella lotta ai tumori
Un moderno laboratorio di analisi cliniche costituisce anche un importante supporto per la ricerca, in particolare per quella “traslazionale”, che si prefigge cioè l’obiettivo di trasformare nel tempo più breve possibile i risultati scientifici in terapie concrete per il paziente. “Il Laboratorio di Analisi – spiega il prof Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas – per molti aspetti funziona da cerniera fra ricerca di base e l’attività clinica: è infatti attraverso il Laboratorio che passa la sperimentazione di potenziali nuovi diagnostici nati dai laboratori di ricerca di base. In particolare, nell’ultimo anno il Laboratorio di Analisi ha consolidato il ruolo centrale di ‘pivot’ per sperimentazioni che interessano molteplici settori di ricerca, dalla gastroenterologia alla pneumologia. Alcuni di questi protocolli sono stati sostenuti e approvati dall’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco. In questo senso, il Laboratorio di Analisi fa da punto di riferimento non soltanto per Humanitas, ma per tutti i soggetti interessati alla ricerca”.
Ma non solo: “Il Laboratorio di Analisi – spiega il dott. Armando Santoro, responsabile del Dipartimento di Scienze Onco-Ematologiche – ha anche un ruolo fondamentale per la diagnosi e la cura dei tumori. Grazie agli esami di base, siamo oggi in grado di determinare il tipo di terapia e il dosaggio più adatto alle esigenze del paziente. Sul fronte della ricerca, la collaborazione con il Laboratorio è importante per identificare, ad esempio, nuovi marcatori nel sangue ed ottenere preziose informazioni utili per un’adeguata programmazione di nuove cure biologiche e molecolari”. Compiti che per Montanelli sono aspetti fondamentali delle attività del Laboratorio di Humanitas: “Il coinvolgimento nella ricerca scientifica è un ulteriore stimolo a mantenere uno standard elevato di prestazioni”.

Trecento campioni in un’ora
“Il laboratorio svolge un’attività di tipo clinico, che è ormai un supporto fondamentale del percorso diagnostico e, talvolta, terapeutico dei pazienti – spiega Montanelli –. Siamo chiamati a rispondere alle richieste che arrivano dai colleghi che lavorano negli altri reparti dell’ospedale e da quelli che operano sul territorio, come i medici di Medicina Generale. Si tratta di una mole considerevole di lavoro che, ad esempio, lo scorso anno ha superato due milioni e duecentomila analisi. Un risultato possibile soltanto integrando le tecnologie più moderne con la qualità dell’operato e la dedizione del personale del reparto”. L’Istituto Clinico Humanitas è stato il primo ospedale europeo a dotarsi di un sistema robotizzato per il trattamento dei campioni. Dopo l’applicazione di un codice a barre, che identifica in modo assolutamente sicuro la provetta e contiene le istruzioni relative agli esami da effettuare, i campioni vengono smistati automaticamente, al ritmo di 300 all’ora, verso i vari dispositivi di analisi che lavorano ventiquattro ore su ventiquattro. Poi, per avere i risultati degli esami non è più nemmeno necessario presentarsi in ospedale: si possono consultare direttamente via web, basta compilare l’apposito modulo al momento della prenotazione. Quando il referto è pronto il paziente riceve un sms e, con un codice segreto, accede alle informazioni che lo riguardano direttamente dal sito di Humanitas.

Dietro ogni campione un paziente
Secondo Montanelli, però, l’attenzione nei confronti del paziente non si ferma all’efficienza del sistema: “Uno dei rischi del nostro lavoro, non avendo davanti il paziente di persona, è che si trasformi in una fredda, per quanto precisa, esecuzione di una serie di esami di laboratorio. Invece non deve essere così, non dobbiamo mai dimenticare che dietro al dato c’è una persona che ha un problema da risolvere. Noi, come medici, dobbiamo farcene carico, con il massimo impegno, per garantire un servizio di qualità. Sono convinto che soltanto in questo modo si possa trovare la giusta motivazione e il necessario entusiasmo per condurre al meglio il nostro lavoro”.

Un supporto personalizzato alla diagnosi e alla cura
La medicina di laboratorio è diventata sempre di più un fondamentale strumento di supporto della diagnosi ma anche della terapia: “Grazie a esami sempre più sensibili, veloci e specifici siamo in grado di individuare l’insorgere di una patologia con sempre maggiore anticipo. Inoltre le analisi condotte periodicamente durante le cure ci possono fornire una misura precisa dell’efficacia di una scelta terapeutica” – spiega Montanelli –. Questi risultati messi assieme e moltiplicati per migliaia di pazienti hanno un effetto significativo anche sulla società. Una diagnosi precoce e cure più efficaci riducono i giorni di malattia, ma soprattutto danno maggiori prospettive di salute per il futuro dei singoli individui. Da questo punto di vista può essere importante anche rivolgersi sempre ad uno stesso laboratorio. In questo modo, di ciascun utente potremo avere a disposizione non soltanto i valori relativi al momento in cui esegue gli esami, ma anche serie diverse di dati storici, che ci possono aiutare a costruire un quadro preciso di come e quando si può essere modificato lo stato di salute nel tempo”. Fino a poco tempo fa l’affidabilità e l’efficienza di un laboratorio venivano misurate con la sua capacità di produrre dati clinici accurati. Oggi, l’informatica offre la possibilità di richiamare ed elaborare i dati presenti in archivio con estrema facilità e, quindi, di giungere a valutazioni molto più sofisticate e personalizzate, come racconta Montanelli: “Un tempo i dati clinici di una persona venivano messi a confronto soltanto con quelli che venivano ritenuti i valori di riferimento. Successivamente sono stati introdotti parametri relativi all’età e al sesso. Adesso, e sempre di più in futuro, ciascuno di noi è il riferimento di se stesso. Quando consegniamo un referto assieme ai valori attuali, ci sono quelli degli esami precedenti e le relative variazioni. Spesso è proprio questo ‘spostamento’ che fornisce le indicazioni più utili. Se per anni, magari grazie a una predisposizione familiare, il mio colesterolo si è mantenuto entro valori bassissimi e improvvisamente ha una brusca impennata, per quanto non superi di molto i limiti previsti, questo è un segnale che mi deve mettere in allarme e, forse, indurmi ad ulteriori indagini. Andiamo sempre di più verso una medicina di laboratorio costruita su misura della persona, ma per fare ciò occorre davvero un livello di precisione altissimo. Oggi potrebbe essere importante eseguire una serie di esami in buone condizioni di salute. Sarebbe il primo passo per crearsi una serie di valori di riferimento individuali”.

Di Carlo Falciola

Nella foto, l’équipe del Laboratorio di Analisi Cliniche di Humanitas

La salute in una goccia di sangue/2
La salute in una goccia di sangue/3

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