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La prima Giornata Mondiale contro le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino

Mercoledì 19 maggio a Bologna una giornata dedicata alle malattie infiammatorie croniche dell’intestino.

La prima Giornata Mondiale delle IBD è un’occasione di confronto con medici, associazioni di pazienti e ricercatori.

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (in inglese “IBD”, inflammatory bowel disease) colpiscono più di 4 milioni di persone nel mondo, e circa 200 mila solo in Italia. Fino a 10 anni fa le cure per queste malattie invalidanti erano poche, e i pazienti andavano incontro a ripetuti interventi chirurgici. Oggi invece farmaci diversi permettono di tenere sotto controllo l’infiammazione: grazie alla ricerca, che negli ultimi anni ha compiuto importanti progressi e ha aperto la strada a prospettive terapeutiche innovative.
Le IBD sono malattie a causa sconosciuta. L’ipotesi patogenetica prevalente è quella di una reazione immunologica abnorme da parte dell’intestino nei confronti di antigeni (per esempio batteri normalmente presenti nell’intestino). Questo squilibrio immunologico può instaurarsi per un’alterata interazione tra fattori genetici propri dell’individuo e fattori ambientali. Le IBD presentano una certa “familiarità”, ovvero la tendenza ad un maggior rischio nei parenti delle persone affette, ma non sono malattie ereditarie.

La malattia di Crohn comporta ulcerazioni della mucosa intestinale che lentamente diventano più profonde e interessano gli altri strati dell’intestino. Il Crohn può interessare tutto il tratto digerente, dalla bocca all’ano, e i sintomi variano in base alla sua localizzazione; dolore addominale, diarrea, febbre e calo di peso sono quelli più frequenti. Si tratta di una malattia cronica, che col tempo può andare incontro a complicanze, quali l’occlusione intestinale, che possono comportare ripetuti interventi chirurgici di asportazione del tratto dell’intestino malato o di resezione e ristabilimento del canale alimentare (stomia definitiva). Gli esami strumentali che permettono una corretta diagnosi delle IBD sono: la colonscopia con eventuale ileoscopia retrograda; la definizione del quadro anatomo-patologico delle biopsie intestinali mediante esame istologico; l’ecografia addominale e dell’intestino con radiografia del tenue, tac enteroclisi o risonanza magnetica addominale; gli esami ematici (emocromo ed indici di infiammazione).

Contro le malattie infiammatorie dell’intestino, Humanitas scende in campo con un team multidisciplinare con l’obiettivo di mettere a disposizione del paziente un programma completo e “su misura” di diagnosi e cura. Accanto alle attività cliniche, il Centro è impegnato nello studio e nello sviluppo di nuove terapie. Gli studi di ricerca scientifica di base attivi si focalizzano su più aspetti di queste malattie, per comprendere i meccanismi molecolari che ne sono all’origine.

I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici
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