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La Lombardia contro le mutilazioni genitali femminili

Parte dalla Lombardia con uno stanziamento di 100 mila euro, il primo monitoraggio sulle dimensioni effettive del problema delle mutilazioni genitali femminili. La Direzione Generale sanità ha infatti sottoscritto uno schema di convenzione con l’associazione Donne in Rete per lo sviluppo e la pace – A.D.I.R. – relativo al progetto “Misure preventive dirette a superare le mutilazioni dei genitali femminili in un contesto d’immigrazione”.

Il progetto, che avrà una durata biennale, intende promuovere ricerche, azioni e misure preventive da introdurre nel territorio lombardo per superare la pratica della mutilazione in un contesto di immigrazione. Gli obiettivi che si propone sono: analizzare le nazionalità straniere presenti in Lombardia in modo da poter determinare l’entità del rischio di Mutilazioni Genitali Femminili per le specifiche comunità; coinvolgere nelle indagini persone di riferimento delle diverse comunità; promuovere la formazione e l’aggiornamento di tutti gli operatori dell’Area Materno- Infantile che possono venire in contatto con il problema; creare un programma specifico di monitoraggio della pratica nelle ASL, attivando una rete di servizi e predisponendo protocolli operativi; coinvolgere gli organismi scolastici nel progetto.

Il progetto coinvolge partner importanti come l’AO Ospedale S. Paolo di Milano, l’AO Ospedale S. Carlo di Milano, vari consultori di zona attivi da anni nell’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri e il progetto “IDIL” dell’associazione A.D.I.R., finanziato dal programma europeo Daphne.

“La Regione Lombardia, in conseguenza degli importanti flussi migratori intervenuti nell’ultimo decennio – ha sostenuto Carlo Borsani, Assessore alla Sanità – vuole innanzitutto capire la dimensione di un fenomeno praticato in più di 40 Paesi, di cui 25 africani, che ha spesso origini antichissime e radicate nelle differenti culture di quei Paesi. Il nostro obiettivo è prevenire i rischi per la salute e le complicazioni immediate, a medio e a lungo termine, evidenziate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), di chi – e nella maggior parte dei casi si tratta di bambine – è costretto a sottoporsi a tali pratiche. Non intendiamo criminalizzare le diverse comunità, all’interno delle quali si praticano tali mutilazioni, ma avviare un positivo confronto a tutela della salute e della dignità delle donne”.

Il piano si svolgerà in due distinte fasi: nella prima saranno definiti gli strumenti attraverso una mappatura dei materiali, dei gruppi e delle comunità coinvolte; seguirà l’elaborazione dei moduli e degli strumenti. La seconda fase prevede la sensibilizzazione e l’elaborazione dei modelli d’intervento nonché la diffusione dei risultati in collaborazione con le strutture locali. Il progetto prevede inoltre la predisposizione di specifici strumenti di prevenzione mediante la divulgazione di informazioni su sito web e capillari campagne di sensibilizzazione.

Che cosa sono le “Mutilazioni dei Genitali Femminili” (Mgf)?
Tale termine, definito dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), riguarda tutte le procedure che tendono alla rimozione parziale e/o totale dei genitali esterni femminili, nonché tutte le lesioni o modificazioni, anche non escissorie, eseguite sugli organi genitali femminili, per motivi culturali e tradizionali e comunque non terapeutici.

Il fenomeno nel mondo ed in Italia
L’OMS stima che siano circa 140 milioni le donne sottoposte ad una qualche forma di Mgf e che siano circa 2 milioni all’anno le bambine che rischiano di essere sottoposte a tali pratiche.
Il fenomeno è diffuso in circa 28 Paesi africani ed in alcune parti dell’Oriente. Con l’immigrazione la presenza di donne con Mgf, si è diffuso anche nei Paesi Occidentali.
In Italia non vi sono stime certe, ma si parla di circa 40.000 donne portatrici di Mgf. La Regione Lombardia è la Regione Pilota in Italia che intende sviluppare ed attuare un progetto di misure preventive dirette a superare le Mutilazioni dei Genitali Femminili in un contesto migratorio.

Per informazioni:
Ufficio Stampa Metafora
Sergio Vicario: tel. 02 71040091
Enrica Alessi: cell. 335 802338

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