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Iperidrosi: quando sudare (troppo) diventa un problema

Mani umide quando si stringe la mano ad un conoscente o abiti con aloni nelle zone dove si suda di più: in alcuni casi sudare può diventare imbarazzante e non sempre dipende dal caldo o da momentanei stati di ansia, ma potrebbe trattarsi di una patologia.

Ne ha parlato in un’intervista il prof. Antonio Costanzo, responsabile di Dermatologia in Humanitas.

Iperidrosi: cosa è e chi ne soffre

Di iperidrosi soffre circa il 2-3% degli italiani; in circa 3 casi su 10 risulta essere un disturbo ereditario. 

Si parla di iperidrosi primaria quando a bagnarsi in maniera eccessiva sono i palmi delle mani e dei piedi, il viso o le ascelle; mentre di iperidrosi secondaria quando la sudorazione è connessa ad altre malattie croniche (cardiache, respiratorie, diabete, gotta o in molti casi ipertiroidismo). Anche l’assunzione di alcuni farmaci può essere all’origine dell’iperidrosi.

“Si comincia a percepire il problema già nell’adolescenza, quando si presenta un’eccessiva sudorazione nelle mani”, ha spiegato il prof. Costanzo, “poi è il turno di ascelle, piedi e viso”. “Per identificare le aree in cui si produce più sudore, si può procedere con un test che misura la quantità di sudore sulle mani: le zone interessate appariranno scure”. Inoltre il dermatologo può prescrivere accertamenti ed esami del sangue per misurare ad esempio la glicemia, escludere il diabete e monitorare la funzionalità tiroidea.

Le cause

Oltre ad una fisiologica ragione emotiva – ad esempio quando si è molto emozionati, o ansiosi, si tende a sudare di più – in chi soffre di iperidrosi le ghiandole sudoripare (nel nostro corpo sono circa 2 milioni) reagiscono però più intensamente agli stimoli. 

In molti casi, questo avviene a causa dello stress, creando una sorta di circolo vizioso che incrementa la sudorazione, mentre tra il 30-50% dei casi le cause sembrano essere genetiche ed ereditarie.

Cure e rimedi

Tendenzialmente, per rimediare ai disagi causati dall’iperidrosi si usano prodotti e deodoranti antitraspiranti, che contengono cloruro di alluminio, o astringenti che asciugano le ghiandole sudoripare. “Negli Stati Uniti di recente è stato approvato l’uso di una salvietta che contiene glicopirrolato topico e che agisce sulle fibre nervose dell’epidermide”. 

Se queste prime soluzioni non dovessero essere sufficienti, si può ricorrere alle iniezioni di tossina botulinica (non disponibile presso la struttura Humanitas di Rozzano), che blocca la muscolatura delle ghiandole sudoripare: viene iniettata sotto le ascelle, nei palmi di mani e piedi inibendo il rilascio di acetilcolina. L’effetto della tossina botulinica, che paralizza le ghiandole, dura dai 4-6 mesi.

Specialista in Medicina Interna e Dermatologia

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