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In Humanitas un protocollo TAC anti-COVID per accedere alla radioterapia

Parlare di Radioterapia significa parlare di un trattamento indispensabile per i malati oncologici, a cui si sottopone circa il 60% dei pazienti con tumore. Si tratta di un trattamento locale, a radiazioni ionizzanti, utile sia a fini curativi, per distruggere o ridurre il cancro, sia a fini palliativi, per interrompere la crescita del tumore e tenere sotto controllo i sintomi.

È quindi particolarmente importante che quei malati oncologici che hanno bisogno di eseguire trattamenti radioterapici possano continuare a usufruirne secondo le tempistiche previste dal loro percorso di terapia e in tutta sicurezza, nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia COVID-19

Parte integrante del percorso che si troveranno ad affrontare i pazienti prima di accedere a Radioterapia è la TAC, che, in questo periodo di emergenza, in Humanitas viene utilizzata anche per rilevare la presenza di possibili polmoniti da SARS-CoV-2. 

Approfondiamo l’argomento con la professoressa Marta Scorsetti, Responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia in Humanitas e docente di Humanitas University.

Una TAC per individuare polmoniti sospette

Normalmente, prima della Radioterapia, tutti i pazienti vengono sottoposti a TAC della parte che sta per essere trattata. In Humanitas, da marzo 2020, è attivo un protocollo che permette di effettuare anche una TAC del torace, per escludere la presenza di una possibile polmonite legata al virus SARS-CoV-2. Questa procedura è la risposta che l’Unità di Radioterapia e Radiochirurgia di Humanitas ha ideato per garantire totale sicurezza ai suoi pazienti oncologici. Al momento, infatti, il Sistema Sanitario prevede un tampone COVID-19 solo per chi deve essere ricoverato, ma non per chi deve accedere a terapie ambulatoriali, come la radioterapia appunto, a causa della scarsità delle risorse e del rallentamento delle analisi sui casi sospetti che una tale mole di dati comporterebbe.

La TAC di simulazione viene abitualmente effettuata prima della Radioterapia perché consente di identificare i tessuti da irradiare durante il trattamento. Sottoponendo il paziente, nello stesso frangente, a TAC toracica, il tempo e le risorse impiegate sono ridotte, così come rimane bassa la quantità di radiazioni in più a cui viene sottoposto il paziente. L’utilità di questa procedura è indubbia, poiché consente agli specialisti di controllare la salute dei polmoni e individuare una possibile infezione polmonare in pazienti che risultano altrimenti asintomatici

Questo protocollo, a oggi, ha permesso di effettuare 769 TAC, di queste 10 sono risultate sospette ma negative, mentre in 5 casi il paziente è risultato positivo a COVID-19.

Bisogna però tenere presente un aspetto: questo protocollo non può e non potrà sostituire i tamponi effettuati normalmente, sia per via delle radiazioni emesse dalla TAC, da evitare a meno che non sia strettamente necessario, sia per via dei costi elevati che avrebbe un simile procedimento se effettuato su larga scala. Nel caso dei pazienti oncologici in procinto di fare Radioterapia il discorso è differente, perché si tratta di persone che avrebbero comunque dovuto sottoporsi a TAC come previsto dal percorso radioterapico. 

Un percorso sicuro: l’importanza di non ritardare i trattamenti

In Humanitas, tutti i pazienti che devono accedere a terapie ambulatoriali sostengono comunque una prima intervista telefonica che consente agli operatori di sincerarsi sul loro stato di salute e sui loro contatti e coloro che risultano sospetti di COVID-19 vengono sottoposti a tampone. 

I pazienti troveranno poi in ospedale un ambiente assolutamente sicuro, in cui sono messe in atto tutte le misure di protezione necessarie. Per quanto riguarda la Radioterapia, è previsto un protocollo che consente, finché persiste l’emergenza COVID-19, di ridurre la quantità di sedute aumentando il quantitativo di raggi emessi in ogni singola sessione.

È importante che i pazienti abbiano fiducia nella struttura ospedaliera e non abbiano paura di accedere alle terapie previste dal loro piano di cura. Il cancro è tra le principali cause di morte in Italia e nel mondo e trattamenti come la Radioterapia sono fondamentali nella lotta a questa malattia. La Radioterapia in particolare, come abbiamo detto, consente di ridurre la massa tumorale, di curare tumori in fase ancora iniziale, viene utilizzata come terapia adiuvante a seguito della chirurgia e a scopo palliativo per diminuire i sintomi e il dolore nei pazienti.

Specialista in Radiologia e Radioterapia Oncologica
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