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Ictus e prevenzione: quando fare l’ecocolordoppler?

L’ictus cerebrale e l’attacco ischemico transitorio sono eventi neurologici di grande rilevanza, spesso associati alla presenza di placche aterosclerotiche all’interno delle carotidi. Le carotidi sono grosse arterie che decorrono nel collo e trasportano il sangue ossigenato al cervello. Con l’avanzare dell’età e in presenza di alcuni fattori di rischio, aumenta la probabilità di sviluppare placche aterosclerotiche, che possono essere individuate precocemente tramite l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici prima che si verifichino eventi gravi come l’ictus.

Come funziona l’esame e quando va fatto? Ne parliamo con la dottoressa Elisa Casabianca, chirurgo vascolare presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Ictus e attacco ischemico transitorio: chi è a rischio?

Le placche aterosclerotiche tendono a formarsi nelle zone di biforcazione delle arterie, come ad esempio nella biforcazione carotidea, dove avviene il passaggio del sangue verso la carotide interna. Il deposito di placche aterosclerotiche in questa area può provocare una riduzione del flusso sanguigno al cervello. Inoltre, in presenza di lesioni ostruttive significative (stenosi), il flusso di sangue può diventare vorticoso, con conseguente rischio di rottura delle placche e distacco di frammenti che possono occludere le arterie cerebrali più piccole.

I principali fattori di rischio che contribuiscono alla formazione delle placche carotidee sono gli stessi che possono causare infarti cardiaci e arteriopatie periferiche, come per esempio:

  • familiarità;
  • età;
  • ipercolesterolemia;
  • sovrappeso;
  • fumo.

Le placche carotidee si sviluppano gradualmente nel tempo e nella maggior parte dei casi sono del tutto asintomatiche. Tuttavia, se diventano particolarmente gravi, aumentano il rischio di ictus (con un rischio annuale del 5% per stenosi superiori al 70%). Per questo motivo, soprattutto in presenza di fattori di rischio, è fondamentale monitorare la pervietà delle carotidi mediante l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, che rappresenta uno dei principali esami di prevenzione cardiovascolare.

Cos’è l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici?

L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici è un esame diagnostico eseguito con ecografi moderni e tecnologia innovativa, che predice il rischio cardiovascolare attraverso la misurazione dell’indice di spessore della parete interna delle carotidi. Questo esame permette inoltre di visualizzare la presenza di placche e potenziali depositi di calcio o colesterolo, anche minimi. In genere l’esame viene ripetuto ogni 2-3 anni in caso di ispessimenti non patologici, mentre può essere effettuato annualmente se è necessario monitorare maggiormente la situazione.

L’esame consente di valutare la pervietà dei vasi arteriosi del collo attraverso l’ecografia e calcolare le velocità e il flusso del sangue tramite il doppler, così da rilevare precocemente eventuali stenosi carotidee che potrebbero essere pericolose, contribuendo significativamente alla prevenzione dell’ictus cerebrale. Grazie a queste moderne tecnologie, è possibile individuare anche placche di piccole dimensioni e intervenire tempestivamente con modifiche dello stile di vita e terapie farmacologiche per prevenire conseguenze più gravi.

L’esame è indolore e non invasivo; viene eseguito come una normale ecografia, utilizzando una sonda e gel a base di acqua, e non richiede alcuna preparazione o limitazione prima o dopo l’esame.

Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici: quando fare l’esame?

L’esecuzione dell’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, quando sono presenti fattori di rischio e familiarità, è consigliata dal medico o dallo specialista verso i 40 anni sia nella popolazione maschile sia in quella femminile. Individuare precocemente il rischio cardiovascolare permette di valutare il percorso di prevenzione più adatto. Infatti, una volta che il deposito si è formato, non guarisce spontaneamente; tuttavia, se ne può evitare il peggioramento evitando o contenendo altri fattori di rischio.

Nei maschi intorno ai 50 anni e nelle femmine con la menopausa aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. In particolare, le donne che hanno fumato in passato, anche se hanno smesso da molti anni, hanno un rischio aumentato di sviluppare placche aterosclerotiche alle carotidi. L’ecodoppler dei tronchi sovraortici è uno strumento diagnostico precoce che può contribuire a prevenire eventi gravi come l’ictus. Con una diagnosi tempestiva, è possibile adottare misure preventive adeguate per proteggere la salute cardiovascolare e ridurre i rischi eventi anche gravi come l’ictus.

Ecocolordoppler tronchi sovraaortici a riposo

L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici è un esame diagnostico non invasivo che utilizza ultrasuoni per valutare lo stato delle arterie nel collo, principalmente le carotidi. È fondamentale per individuare placche aterosclerotiche e stenosi che aumentano il rischio di ictus cerebrale.

Specialista in Chirurgia Vascolare

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