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Giovani e fertilità, poca prevenzione per contrastare il rischio sterilità

Si chiama a #ideefertili la Campagna promossa dalla Sifes e MR– Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione, per sensibilizzare i giovani italiani su quanto lo stile di vita influisca sulla fertilità futura.

Da un’indagine condotta dalla stessa Sifes infatti, è emerso come i ragazzi tra i 14 e i 26 anni abbiano familiarità con temi quali sterilità, età riproduttiva e comportamenti rischiosi, ma li conoscano in maniera superficiale. Le fonti di informazione privilegiate sono il web (34,7%) e gli amici (29,4%), a seguire i genitori (20%) e i medici (15,8%).

L’indagine “I giovani e la fertilità” è stata presentata lo scorso 28 giugno in Senato ed è stata condotta dal Centro Studi della Società Italiana di Fertilità e Sterilità, coinvolgendo quasi 1.500 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 26 anni, tra novembre 2017 e marzo 2017, all’interno delle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile.

L’informazione non si traduce in prevenzione

La maggior parte degli intervistati ha sentito parlare di fertilità e sterilità e ha mostrato una certa attenzione al tema, questo però non si traduce in comportamenti virtuosi: quasi il 73% del campione infatti non ha mai pensato di fare un controllo medico per assicurarsi della propria salute riproduttiva.

I ragazzi sono anche consapevoli di quanto il consumo abituale di droghe, alcol e fumo siano fattori di rischio per la fertilità maschile e femminile, così come inquinamento ambientale e obesità, anche se il fumo è percepito erroneamente come meno rischioso.

Dall’indagine è inoltre emerso come occorra lavorare sulla formazione dei ragazzi: solo il 47% dei maschi e il 52% delle femmine ha preso parte a momenti formativi dedicati alla salute riproduttiva. Le poche informazioni che i ragazzi hanno sono frutto di quanto ascoltato a scuola; la scuola dunque risulta essere ancora il luogo d’eccellenza per formare i ragazzi anche su questi temi.

Il senso della Campagna

È necessario dunque informare e formare i ragazzi, aiutandoli a prendere maggior consapevolezza della centralità di questi temi per il loro presente e in vista del loro futuro, coinvolgendo sia i maschi sia le femmine, perché si registra una maggior attenzione da parte delle ragazze, secondo il luogo comune che attribuisce alla donna le maggiori responsabilità nella riproduzione.

Obiettivo di #ideefertili è offrire un’informazione senza pregiudizi né costrizioni sociali, per consentire a tutti di esercitare la propria libertà di scelta nel futuro. Il tentativo è quello di passare dal concetto del trattamento della sterilità al concetto della protezione della fertilità.

Nei mesi di luglio a agosto #ideefertili farà tappa in diverse spiagge italiane (Cattolica, Lignano Sabbiadoro, Porto San Giorgio, Peschici, Sciacca, Capo D’Orlando) con la distribuzione di materiali informativi e momenti di coinvolgimento dei ragazzi con gadget e premi che veicoleranno e rafforzeranno il messaggio della Campagna.

“Le Società Scientifiche, le istituzioni, le scuole e le facoltà, le associazioni dei pazienti, i grandi network devono impegnarsi con sempre maggior energia per essere protagonisti di una battaglia importante per la salute delle donne, degli uomini e dei futuri genitori. Humanitas aderisce con entusiasmo a questa Campagna e cercherà in ogni modo di contribuire al suo successo”, ha commentato il professor Paolo Emanuele Levi-Setti, direttore di Humanitas Fertility Center e past President della SIFES e MR, che ha promosso e condotto l’iniziativa.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.ideefertili.it.

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