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Ebola, predire future epidemie: il prof. Andersen in Humanitas

L’attenzione che i media hanno riservato alla “crisi Ebola” è in buona parte dovuta alla paura che il virus possa dare luogo a un’epidemia su larga scala, come già avvenuto per l’aviaria. Se comparata con altre epidemie, l’Ebola non ha causato un gran numero di vittime. Ma questa crisi, con il suo potenziale contagio globale e nessuna cura disponibile, ha scatenato allarmismi e suscitato un acceso dibattito nel mondo della sanità pubblica. Cosa può fare la ricerca per fronteggiare simili contagi? Ne ha parlato lunedì 8 giugno il prof. Kristian Andersen, ricercatore dello Scripps Research Institute e dello Broad Institute of Harvard and MIT, durante il seminario dal titolo “Genomic insights into the 2014-2015 Ebola Epidemic”. L’evento, che sì è svolto presso il Centro Congressi di Humanitas, è stato coordinato dal dott. Marinos Kallikourdis, ricercatore di Humanitas University e di Fondazione Humanitas per la Ricerca.

Quali argomenti affronterà il prof. Andersen?

Dopo lo scoppio, il virus Ebola è dilagato in Guinea, Liberia, Sierra Leone, Nigeria e Senegal contagiando migliaia di persone. Il gruppo di lavoro coordinato dal prof. Sabeti, dal prof. Goba e dal prof. Andersen ha sequenziato 99 genomi del virus Ebola da 78 pazienti in Sierra Leone. È stato scoperto che il virus conosce rapide evoluzioni inter e intra-ospite, e sono stati identificati i modelli della trasmissione virale nelle settimane iniziali dell’epidemia. La variante sviluppatasi in Africa Occidentale varia significativamente rispetto a quella diffusasi in Africa Centrale nel 2004, poi dilagata dalla Guinea alla Sierra Leone nel maggio del 2014, e si è manifestata con una trasmissione da uomo a uomo, senza evidenza di influenze animali. Poiché molte delle mutazioni alterano le sequenze di proteine, continuare a monitorare queste variazioni è fondamentale per capire l’impatto dell’evoluzione del virus sulla diagnostica e sulle terapie.

Chi è il prof. Kristian Andersen?

Kristian Andersen ha svolto un dottorato di ricerca presso l’Università di Cambridge, dove ha vinto il premio Max Perutz per la ricerca presso lo stesso Ateneo. Dopo il suo trasferimento ad Harvard/MIT, ha indagato la complessa relazione tra agente patogeno e ospite. Usando una combinazione di tecniche sperimentali e computazionali, Andersen sta ora studiando come il sistema immunitario influenzi l’evoluzione del virus Ebola. Considerate le forti pressioni esercitate da questi microrganismi, sta anche investigando il ruolo della selezione naturale nel genoma umano in risposta agli agenti patogeni. Kristian Andersen è anche corresponding author del paper pubblicato su la rivista Science, “Genomic surveillance elucidates Ebola virus origin and transmission during the 2014 outbreak”, citato a testimonianza dell’importante ruolo delle scienze biomediche nella lotta contro le epidemie dal prof. Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas, durante la cerimonia inaugurale di Humanitas University.

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