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Dita steccate addio

Dedicato ai fratturati. Di carpi, metacarpi e falangi, vale a dire dal polso sino alla punta delle dita. Fratturati perché caduti, schiacciati, incastrati, piegati e scheggiati. Insomma dedicato ai chi ha fatto un uso dolorosamente improprio delle proprie mani. C’è anche per loro un fissatore esterno della frattura della mano che permette di evitare gessi, placche e viti. Se, quindi, il campeggiatore si martella una giuntura del dito anziché il paletto, non occorre più ingessare fino all’avambraccio. Il fissatore immobilizza tra loro solo le parti dell’osso spezzato, lasciando le ossa vicine libere di muoversi. Così i problemi del blocco articolare e della conseguente cura fisioterapica scompaiono.

In Humanitas, poi, viene usato un nuovo tipo di fissatore per la mano, nato dalla collaborazione di due chirurghi dell’ospedale milanese con una grande esperienza in fissazione assiale e in fissazione circolare.

Che cos’è un fissatore esterno per la mano
È una struttura metallica composta da un telaio esterno e da fili metallici che vengono inseriti nel osso. Serve a ridurre la frattura e ristabilire il normale allineamento e la lunghezza della parte spezzata. Rispetto a placche metalliche e viti, il fissatore esterno permette di bloccare solo la parte fratturata, lasciando libero il resto della mano. Infatti, mentre placche e viti a volte non sono sufficienti per stabilizzare una frattura ed diventa necessario il gesso esterno, con il fissatore esterno questo non è mai necessario e le articolazioni sono libere di muoversi anche in caso di fratture difficili.
In generale si distinguono due tipi di fissatori: quello tradizionale assiale e quello circolare.
Il primo è composto da una struttura rettilinea parallela all’osso. Dai due estremi partono dei fili di metallo che si inseriscono da una parte e dall’altra della frattura.
Il secondo tipo invece è una “gabbia” circolare da cui si irraggiano dei fili metallici che entrano nell’osso e lo bloccano da tutti i lati.

Il nuovo fissatore ideato in Humanitas
Oltre a permettere una precoce mobilizzazione e riabilitazione della mano, il fissatore è in grado di stabilizzare frammenti ossei più piccoli di quelli trattabili con i fissatori assiali tradizionali (rettilinei) che non possono essere applicati su parti ossee più piccole di un centimetro (siamo sotto il mezzo centimetro).
Lo strumento studiato e adoperato dai professionisti può applicarsi a fratture molto oblique o comminute (con molti frammenti, ndr) grazie al fatto che per la prima volta si è applicata alla mano la filosofia della fissazione circolare: i fili metallici inseriti nel tessuto osseo sono allacciati esternamente ad una mezza “gabbia” (sembra una mezza luna) circolare posta a cavallo, ad esempio, del dito. In questo modo i fili possono bloccare e stabilizzare l’osso da più lati e non ci sono più limiti di grandezza dei frammenti ossei da riattaccare.

Breve e semplice
L’intervento viene eseguito in anestesia locale e dura non più di trenta minuti. Gli arnesi sono quelli del meccanico: cacciavite e pinza. Nessun bisturi e nessuna perdita di sangue. Infatti l’intervento avviene a cielo chiuso e i fili metallici inseriti nel tessuto osseo sono poco più grandi di un comune ago.

Dopo l’operazione
I pazienti possono quasi sempre muovere la mano il giorno stesso dell’operazione per cui non diventa rigida e non sono costretti dopo l’operazione a fare una dolorosa riabilitazione. Diversamente dal gesso, con il fissatore esterno non si immobilizza nulla e il paziente è libero di muoversi e così non si presentano neanche problemi di atrofia muscolare.

La rimozione del fissatore
Non costa alcun dolore al paziente, viene fatta in ambulatorio e senza anestesia. Inoltre non non si verifica alcuna perdita di sangue. Il fissatore consente in alcuni casi di fare delle variazioni in itinere: una volta messo, si ha “in mano” la frattura e se a distanza di tempo si verifica una scomposizione, basta agire sul sistema esterno per rimettere a posto la frattura.

Dove questo strumento viene adoperato
Per il momento questo fissatore perpendicolare viene utilizzato solo dall’équipe di chirurgia della mano di Humanitas. A breve però anche altri centri specializzati in chirurgia della mano lo adotteranno.

Nell’immagine in alto il fissatore esterno montato su un modello in plastica di falange

I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici