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Diagnosi e cura dell’osteoporosi

Continua il dossier dedicato all’ “epidemia silenziosa” che colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa. Gli specialisti di Humanitas descrivono i metodi per la diagnosi, a volte difficile, e le terapie oggi a disposizione, con uno sguardo particolare ai farmaci di ultima generazione.

Quali sono i problemi della diagnosi?

Il problema principale dell’osteoporosi è quello di riconoscerla, per trattarla adeguatamente ed evitare le fratture. Questa patologia provoca infatti gravi conseguenze: ricoveri ospedalieri con lunghi periodi di immobilità, necessità di interventi chirurgici, rischio di invalidità e di perdita di autonomia. Va anche ricordato che l’osteoporosi fratturativa (così viene chiamata l’osteoporosi quando è complicata da frattura) può complicarsi con altre patologie, anche mortali, più frequentemente in confronto a persone che non hanno subito una frattura a causa della fragilità ossea. Studi americani hanno calcolato il costo dell’osteoporosi in 14-20 miliardi di dollari l’anno correlati a fratture osteoporotiche, evidenziando il fatto che tali costi sono direttamente legati alla sede della frattura (ad esempio il costo di una frattura di femore è pari a 4 volte quello di una frattura vertebrale o di polso)”.

Come si procede alla diagnosi?

Il fatto che l’osteoporosi non provochi dolori implica la necessità di ‘andare a cercare’ i potenziali malati, così da poterla trattare senza arrivare alla sua manifestazione conclamata, la frattura. Abbiamo visto che si tratta di una malattia che colpisce soprattutto il sesso femminile dopo la menopausa: sono dunque le donne in questa fase della loro vita a dover essere maggiormente tenute sotto controllo.
Oltre all’esame clinico, il medico specialista ha a sua disposizione una serie di strumenti utili alla diagnosi dell’osteoporosi, tra cui il più importante è la MOC, la Mineralometria Ossea Computerizzata, un esame che identifica con esattezza la perdita di massa ossea ed è utile anche per valutare nel tempo l’efficacia della terapia.

Quali sono le terapie più utilizzate ed efficaci?

Per il trattamento dell’osteoporosi ci sono innanzitutto gli estrogeni che, come verrà esaminato meglio in seguito, vengono somministrati con meno disinvoltura rispetto al passato alle donne in post-menopausa per prevenire questa patologia.
Tra i farmaci più utilizzati ci sono i bisfosfonati, sostanze che si legano al tessuto osseo e ne riducono il riassorbimento, bloccando l’attività osteoclastica, cioè delle cellule che riassorbono l’osso. Questi farmaci riducono il rischio di fratture vertebrali del 40-50% e quello di fratture non vertebrali del 20-40%. Le nuove formulazioni sono a lento rilascio (una pillola alla settimana o mensile, recentissima, invece che una al giorno). L’assunzione non più giornaliera ha permesso di ovviare in molti casi ai problemi allo stomaco che spesso provocano questi preparati. Nel caso in cui il paziente non possa assumere il farmaco per via orale, può ricorrere alla nuova formulazione in vena, che deve essere somministrata in ospedale ogni tre mesi.
C’è poi il ranelato di stronzio, da assumere giornalmente, che aumenta la formazione di osso agendo sugli osteoblasti, le cellule che costruiscono l’osso, e che quindi riduce il riassorbimento.
Farmaco più recente è il teriparatide (paratormone), riservato ai casi in cui, nonostante cure con altri farmaci, si presentano comunque nuove fratture. Si tratta di una soluzione iniettabile sotto cute dal paziente stesso; è in grado di incrementare la massa ossea e necessita di un piano terapeutico. È somministrabile a chi ha subito una nuova frattura vertebrale o del femore dopo almeno un anno di assunzione di altri farmaci per l’osteoporosi; a chi è incorso in tre o più fratture vertebrali severe, anche se mai trattate; a chi ha subito due fratture vertebrali severe più una frattura del femore.

E la prevenzione?

Per la prevenzione dell’osteoporosi non va dimenticata la necessità di un’adeguata assunzione di calcio nella dieta quotidiana e l’importanza dell’attività fisica per contrastare la perdita di massa ossea, temi che verranno affrontati nelle prossime settimane.

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