La dengue è una malattia virale che si trasmette all’uomo tramite un artropode vettore, la zanzara delle specie Aedes aegypti e Aedes albopictus e successivamente da persona infetta a persona non infetta. Dopo la puntura di una zanzara vettore, il virus risulta presente nel sangue della persona infetta per circa 2-7 giorni. La dengue è particolarmente diffusa nelle aree subtropicali e tropicali ed è in progressiva diffusione, con focolai epidemici in centro America, sud America, Africa e sud est asiatico.
Ne parliamo con il dottor Filippo Medioli, dell’Unità di Infettivologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Milano.
Dengue: quali sono i sintomi?
La dengue è una febbre emorragica che, soprattutto negli adulti, si presenta con sintomi associati alla febbre come:
- dolore agli occhi
- eruzioni cutanee
- mal di testa
- mialgia (dolore muscolare)
- nausea e vomito
- spossatezza.
Questi sintomi si manifestano in 5-6 giorni dal momento dell’infezione possono essere accompagnati da una complicanza grave: una sintomatologia emorragica che comporta la perdita di sangue dagli orifizi. La dengue in alcuni casi può essere fatale e per questo va trattata in ambito ospedaliero d’urgenza.
Perché serve il vaccino contro la dengue?
La dengue può essere contratta più volte poiché ne esistono 4 sierotipi: Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4. Per questo, chi sta pianificando un viaggio in aree in cui la patologia è endemica, come centro America, Africa o sud est asiatico, dovrebbe sottoporsi a vaccinazione. Il vaccino è tetravalente vivo attenuato e protegge quindi da tutti i sierotipi. Viene inoculato in due fasi e affinché abbia piena efficacia si consiglia di terminare il ciclo vaccinale prima della partenza.
Una volta contratta la dengue non può essere curata con una terapia antivirale specifica. Il trattamento infatti è volto principalmente al contenimento dei sintomi con farmaci antipiretici, riposo e attenzione a un’adeguata idratazione.
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