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Dall’ombelico una chirurgia senza cicatrici

Intervenire chirurgicamente sull’addome senza lasciare cicatrici? È possibile con la tecnica E-NOTES (Embryonic – Natural Orifice Transumbilical Endoscopic Surgery), che sfrutta l’ombelico come apertura naturale. Oggi, infatti, i progressi della tecnologia e i nuovi dispositivi realizzati consentono l’introduzione di diversi strumenti chirurgici, oltre all’ottica, in un singolo punto, a livello dell’ombelico (single-port surgery).
In Humanitas le équipe del prof. Marco Montorsi ha recentemente eseguito – tra i primi in Italia – alcuni interventi sulla colecisti (colecistectomie) ‘senza cicatrici’, utilizzando l’ombelico come via naturale per condurre e portare a termine l’intera operazione. “Si tratta senza dubbio di un ulteriore passo avanti verso una chirurgia sempre più rispettosa dell’integrità del paziente – spiegano gli specialisti, entrambi docenti dell’Università degli Studi di Milano -. Il tempo e una maggiore esperienza ci potranno dire se questo approccio costituirà un reale vantaggio non solo estetico ma anche funzionale rispetto alla colecistectomia laparoscopica tradizionale”.

La tecnica E-NOTES consente di utilizzare lo strumentario mini-invasivo normalmente in uso già da molti anni. Per questo si propone come una significativa alternativa alla più complessa NOTES (Natural Orifice Transluminal Endoscopic Surgery o chirurgia endoluminale) che invece richiede strumenti e tecnologia dedicati e ancora da perfezionare. La NOTES prevede infatti l’accesso attraverso le aperture naturali del nostro organismo, ossia bocca, ano o vagina, ma richiede poi l’apertura interna di un passaggio attraverso lo stomaco, il sigma o la cupola vaginale per entrare nella cavità addominale.

E-NOTES e NOTES rappresentano un’ulteriore evoluzione della chirurgia mini-invasiva, che negli ultimi 20 anni ha fatto progressi notevoli. Importanti innovazioni tecnologiche hanno permesso il salto di qualità: ottiche sempre più raffinate, anche digitali, e strumenti dedicati hanno fatto sì che in molti casi la laparoscopia sia addirittura diventata il gold standard per l’intervento chirurgico, oggi effettuabile anche in regime di Day-Surgery. “Del resto – spiega il prof. Marco Montorsi, che in Humanitas è responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale III – i vantaggi per il paziente sono notevoli: minimo danno dei tessuti, ridotto dolore post-operatorio, minore degenza e più rapida ripresa delle normali attività. Per questo in questi anni si è assistito ad uno sforzo sempre maggiore di ridurre ulteriormente l’invasività degli interventi diminuendo le dimensioni ed i numeri delle incisioni. Così anche l’ombelico, nella chirurgia mini-invasiva utilizzato come porta di accesso per uno degli strumenti chirurgici (il primo trocar) e per l’ottica, ossia la telecamera che consente ai chirurghi di vedere sul monitor le immagini dell’intervento, è stato in un certo senso riscoperto come apertura embriologica naturale attraverso il quale condurre gli interventi”.

La chirurgia con un solo accesso ombelicale non rappresenta una novità assoluta. I ginecologi la utilizzavano già molti anni fa per effettuare procedure specifiche quali le legature tubariche; tuttavia, la mancanza di uno strumentario chirurgico adeguato ha impedito il suo sviluppo. Oggi però, grazie all’innovazione tecnologica e alla disponibilità di strumenti laparoscopici dedicati, nuovi e perfezionati, è stato possibile effettuare interventi chirurgici addominali semplici quali l’appendicectomia e la colecistectomia.
In pochissimi casi molto selezionati sono state effettuate anche resezioni coliche e, in altri settori come l’urologia, interventi quali la nefrectomia.
“Vi sono certamente delle limitazioni all’uso routinario ed estensivo di questa tecnica – concludono gli specialisti – legate essenzialmente a problematiche tecniche che la rendono – almeno nelle fasi iniziali – più complessa, e alla conformazione dei pazienti. Ad esempio persone obese o affette da colecistiti complicate, per le quali si prevede un intervento più complesso, difficilmente possono giovarsi di questo approccio”.

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