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Cuore delle donne e ricerca, intervista alla dott.ssa Presbitero

Studiare le peculiarità del cuore femminile è importante per definire strategie di prevenzione e approcci di cura differenti. Il cuore delle donne, infatti, è diverso da quello maschile, e prenderne atto ha importanti implicazioni dal punto di vista clinico. Ne parlerà la dottoressa Patrizia Presbitero, cardiologa clinica e interventistica in Humanitas, durante il convegno “L’eccellenza nella ricerca sulla salute della donna” in programma per il prossimo 30 ottobre ad Expo e organizzato da ONDA (Osservatorio nazionale sulla salute della donna).

cuore donne

Cuore delle donne e ricerca, quali progressi sono stati fatti?

“La ricerca in cardiologia in campo femminile ha fatto passi da gigante”, premette la dottoressa Presbitero, relatrice dell’intervento “La ricerca in cardiologia”, in programma per il prossimo 30 ottobre durante il convegno organizzato da ONDA. “Alcuni aspetti. però – precisa la dottoressa – non sono ancora stati chiariti, e studiare a fondo le differenze del cuore femminile è importante per riconoscere e trattare al meglio la coronaropatia, l’infarto miocardico e altre anomalie cardiache della popolazione femminile”.

Perché la necessità di una ricerca specifica in campo femminile?

“L’infarto nelle donne si manifesta in maniera differente rispetto agli uomini. Spesso, infatti – spiega la dottoressa Patrizia Presbitero – presenta una sintomatologia atipica, manifestandosi semplicemente con pallore, fiacchezza e astenia, motivo per il quale viene riconosciuto e trattato tardivamente rispetto a quello maschile”. “Così – continua la dottoressa – si spiega la maggiore mortalità per infarto miocardico nella popolazione femminile. Vi sono poi cause di infarto non aterosclerotico, come la dissezione coronarica (che consiste nella rottura della parete vasale), fortunatamente rare ma che avvengono per l’80% dei casi nella popolazione femminile, e in un terzo dei casi nel periodo del parto a causa della variazione ormonale che contribuisce a indebolire la parete del vaso”. “Partendo dalla constatazione che le donne muoiono più di infarto che gli uomini – dice la dottoressa – ci siamo chiesti se questo avvenisse perché le donne sono effettivamente caratterizzate da una diversa anatomia o perché non si prestasse dovuta attenzione ai sintomi”. “La risposta – fa sapere la dottoressa Presbitero – è duplice. Da un lato la malattia è più subdola, perché si manifesta, come già detto, con sintomi atipici. Dall’altro. la donna con malattia coronarica è più vecchia: la malattia si manifesta con almeno dieci anni di ritardo rispetto l’uomo, perché la placca aterosclerotica si corrode anziché rompersi. La donna, inoltre, presenta spesso comorbidità associate, quali ipertensione arteriosa, obesità e osteoporosi”. “Le afferenze nervose del cuore femminile, inoltre – continua la dottoressa – sono più sensibili alle scariche adrenergiche associate a spavento e ansia, che si manifestano paralizzando il cuore e simulando quindi l’effetto di un infarto. Il motivo di questa diversa reazione non è ancora stato chiarito, ma si pensa possa essere correlato a uno stato di forte stress, fisico o psicologico”. “Ancora, sono state notate differenze tra uomo e donna nella cosiddetta ‘sindrome x‘, un’angina caratterizzata da dolore toracico da sforzo, che colpisce soprattutto le donne e che sembrerebbe associata a un maggiore ispessimento del miocardio”. “Differenze anatomiche – conclude la dottoressa Presbitero – richiedono differenti terapie: per questo è la ricerca cardiologica in campo femminile è così importante”.

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