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COVID-19: la pandemia peggiora la miopia?

La pandemia COVID-19 ha stravolto molte abitudini quotidiane, tra queste anche il nostro rapporto con gli schermi e il lavoro. Molte persone, infatti, in questi mesi hanno scoperto una nuova routine, in cui il tempo passato in casa, tra smart-working e impossibilità di svolgere attività ludiche all’aperto, si è dilatato. La mancanza di orizzonte, però, ha avuto degli effetti anche sulla salute degli occhi, provocando un generale peggioramento della vista da lontano.

“L’occhio è un organo composto da altre sottounità, tra le quali figura il cristallino, una lente naturale che serve a mettere a fuoco gli oggetti che ci troviamo davanti, sia da lontano, sia da vicino. Il cristallino si muove grazie al corpo ciliare, un muscolo con un’elasticità interna molto forte, che gli fa assumere una forma piatta quando è a riposo, mentre, quando si osserva qualcosa da vicino, si contrae, assumendo una forma quasi sferica”, spiega il professor Paolo Vinciguerra, Responsabile del Centro Oculistico di Humanitas e professore ordinario di Humanitas University. 

Molto tempo davanti agli schermi, gli effetti sugli occhi

“Con il passare degli anni, tuttavia, questa elasticità va diminuendo e, dunque, passare tante ore a guardare oggetti da una distanza ravvicinata, come accade in questi mesi a causa della pandemia, porta il cristallino a dimenticare la sua forma iniziale e a impiegare un tempo maggiore per tornare al suo stato di riposo abituale. Per questo motivo, se si passano molte ore a guardare il computer o il cellulare, si può fare più fatica a ricominciare a guardare da lontano, non tanto a causa di una miopia vera e propria quanto perché il cristallino non riesce a tornare immediatamente alla sua forma iniziale. 

Inoltre l’organismo dell’essere umano si adatta a ogni condizione, dunque se ci abituiamo a guardare sempre da vicino l’occhio è portato a specializzarsi sulla base di questa nuova esigenza e tendere, per contro, alla miopia”, approfondisce il professore.

Mascherina: gli effetti sugli occhi

“Anche la mascherina che ci protegge dal virus SARS-CoV-2 può comportare delle problematiche alla vista. In particolar modo se non la si applica bene, posizionandola adeguatamente sul viso, si rischia che il flusso d’aria che espiriamo venga diretto sugli occhi e dunque li asciughi, causandone la disidratazione. Questa condizione provoca una sensazione di secchezza e aumenta l’attrito quando si apre e si chiude la palpebra.

Inoltre, i germi che ospitiamo naturalmente nella nostra bocca, i cosiddetti germi saprofiti, sono molto aggressivi per l’occhio. Dunque soffiare verso gli occhi il nostro respiro può causare delle infezioni, che però, per fortuna, sono piuttosto rare”, continua lo specialista.

Miopia: come si cura

“Oggi abbiamo a disposizione diverse tecniche per correggere i difetti alla vista, tra cui il laser e l’applicazione tra il cristallino e l’iride di lenti a cui si ricorre in caso di miopie particolarmente elevate. In particolare, la chirurgia refrattiva con laser a eccimeri è uno dei trattamenti più precisi a disposizione e consente una precisa e immediata rimozione di parti di tessuto microscopiche. Inoltre, rimodellando la curvatura corneale, questo tipo di chirurgia risulta risolutiva non solo per la miopia, ma anche per altri disturbi dell’occhio, tra cui l’astigmatismo e l’ipermetropia

Anche l’impianto di cristallino artificiale, tipico degli interventi di cataratta, consente al paziente di migliorare la visione sia da vicino, sia da lontano. Questo tipo di chirurgia, grazie al sofisticato strumento di calcolo per il cristallino artificiale utilizzato in Humanitas, implica la ridefinizione di un’ampia profondità di fuoco. La chirurgia dell’occhio ormai consente prospettive di guarigione sempre più elevate e assicura la possibilità, anche ai pazienti più anziani, di avere una vista migliore di quella di cui disponevano naturalmente in gioventù”, conclude il professor Vinciguerra.

L’articolo è tratto da un’intervista del professor Paolo Vinciguerra a Radio Number One del 13 febbraio 2021. Per riascoltare l’intervista, clicca qui

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