Per frattura si intende l’interruzione di un profilo osseo, a carico di ossa lunghe o ossa brevi. Le fratture possono essere determinate da scontri ad alta energia come contatti sportivi, incidenti o cadute, o da una carenza di resistenza ossea, per esempio in presenza di determinate patologie. Ci sono poi le fratture da stress, che si associano a microtraumi ripetuti e, pur provocando sintomi dolorosi, sono difficilmente riscontrabili con la radiografia.
Ne parliamo con il dottor Lorenzo Di Mento, Responsabile dell’Unità Operativa di Traumatologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
Come si diagnosticano le fratture da stress?
Le fratture da stress provocano nel paziente dolore, ma non sempre sono visibili con la radiografia, che è il primo esame che si svolge per diagnosticare una frattura. Lo specialista, quindi, valuta in sede di visita con un esame clinico l’area interessata dai sintomi e raccoglie le informazioni circa lo stile di vita del paziente e potenziali fattori di rischio che potrebbero essere associati alla frattura da stress, come un utilizzo continuativo della parte interessata o un’alimentazione poco equilibrata.
Per confermare la diagnosi, lo specialista prescrive una risonanza magnetica, un esame diagnostico di secondo livello in grado di individuare la frattura che non è stata evidenziata dalla radiografia.
Cosa sono le fratture da stress e quali sono le cause?
Le fratture da stress sono fratture che non si associano a eventi traumatici ma a microtomi ripetuti. Per fare un esempio: un maratoneta che continuativamente esegue lunghi percorsi può presentare microtraumi a tibia, collo del femore e ossa del piede. Queste ossa, a causa dei microtraumi ripetuti, possono rompersi e sviluppare sintomi dolorosi.
Le fratture da stress non si sviluppano solo in persone allenate che sforzano sempre la medesima area del corpo per l’attività sportiva, ma possono interessare spesso anche persone non allenate. In particolare, le fratture da stress possono interessare persone di sesso femminile, molto magre o che seguono una dieta poco equilibrata.
Come trattare le fratture da stress?
Per trattare una frattura da stress bisogna per prima cosa individuare la causa che l’ha provocata, in modo da eliminare i fattori di rischio. Se la frattura è legata all’alimentazione, per esempio, bisogna seguire una dieta equilibrata e adeguata alle necessità della persona, se invece la frattura è legata a un overuse sportivo bisogna evitare di ripetere quel movimento e, in alcuni casi, immobilizzare l’arto, in modo da eliminare le micro sollecitazioni continue.
Per quanto riguarda la terapia, in genere questa prevede il ricorso a onde d’urto o a magnetoterapia, utili a favorire la consolidazione ossea che, in genere, avviene a circa 2-3 mesi dalla comparsa dei sintomi.
La visita ortopedica permette di studiare la struttura e la funzionalità dell’apparato locomotore per diagnosticare patologie acute, croniche o degenerative a carico della colonna vertebrale, degli arti superiori o degli arti inferiori.
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