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Colposcopia: che cos’è e a cosa serve

La colposcopia è un esame di secondo livello che viene effettuato qualora il pap-test abbia rilevato lesioni o anomalie, permettendo di approfondire ulteriormente la condizione dei tessuti del collo dell’utero e della vagina.

In cosa consiste questo esame, e come affrontarlo? Ne parliamo con la dottoressa Rosalba Portuesi, ginecologa in Humanitas Rozzano.

Che cos’è la colposcopia?

La colposcopia è un esame che si effettua per diagnosticare le condizioni di salute del collo dell’utero e della vagina.

Viene eseguito utilizzando uno strumento chiamato colposcopio, che permette al medico specialista di esaminare da vicino e attraverso delle lenti di ingrandimento le aree di interesse, dopo l’applicazione di 2 reagenti. L’esame ha una durata media di circa 15-20 minuti, e non causa dolore.

La sua funzione principale è quella di individuare eventuali lesioni macroscopicamente rilevabili sulle quali potrebbe essere importante eseguire una biopsia mirata. L’obiettivo è quello di diagnosticare precocemente i tumori del collo dell’utero e della vagina, ma può essere molto utile anche per l’osservazione e l’analisi per altre patologie benigne come i condilomi.

Come si svolge la colposcopia?

La colposcopia si effettua facendo sdraiare la paziente sul lettino, in posizione ginecologica. Il ginecologo, poi, introduce all’interno della vagina lo speculum, uno strumento che distende le pareti della vagina mostrando così il collo dell’utero e le pareti stesse della vagina. Dopodiché viene inserito un piccolo tampone sul quale è applicata una soluzione a base di acido acetico prima e di iodio poi. In questo modo eventuali anomalie dei tessuti vengono più facilmente identificate. In base al quadro che si delinea dopo l’applicazione dei due reagenti, il medico deciderà se e dove eseguire la biopsia mirata.

La colposcopia non è un esame doloroso, sebbene l’inserimento delle soluzioni potrebbe talvolta creare una sensazione di bruciore.

In alcuni casi durante la colposcopia, può rendersi necessario fare una biopsia, ovvero un piccolo prelievo di tessuto che verrà poi inviato in laboratorio per essere sottoposto ad approfondimento istologico.

Dopo l’esame non sono necessarie particolari precauzioni, tuttavia potrebbero comparire piccole perdite di sangue nel corso dei giorni successivi all’esame.

Come prepararsi alla colposcopia?

Per effettuare la colposcopia è bene programmare l’esame a distanza dal flusso mestruale, e, nelle 24 ore precedenti l’esame, evitare rapporti sessuali e non utilizzare farmaci a inserimento vaginale (quali ovuli, lavande, candelette).

Per consultare le norme di preparazione, clicca qui.

Ginecologia ed Ostetricia

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