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Clown negli ospedali e aquiloni colorati nei cieli di Kabul

 style=Hunter Patch Adams: il “dottor sorriso”, l’alfiere di un ospedale più umano, in antitesi con le tante, troppe immagini di dolore viste in Tv. Un particolarissimo modello di medico più incline agli animi puri, soprattutto più a misura di bambino. Patch Adams: un nome, una garanzia per una ventata di allegria fra le corsie degli ospedali: soprattutto un sorriso in più assicurato a chi è alle prese, suo malgrado, con il dolore che deriva dalla malattia. Così il ciclone Patch Adams è passato da Roma prima di imbarcarsi per un viaggio “importante”: quella che, come lui stesso ha tenuto a precisare, “non sarà solo una missione umanitaria”. E’ partita, infatti, sabato scorso per Kabul, capitale dell’Afghanistan, una spedizione umanitaria assai singolare: 23 medici-clown, guidati dal ”dottor sorriso” per eccelenza, Hunter Patch Adams, che porteranno alle centinaia di infermi – numerosissimi i bambini – viveri, medicine e sorrisi in quantità. In un angolo del mondo stravolto dalle guerre civili e dai bombardamenti. Ma la missione in Oriente, che durerà tre settimane, sarà anche l’occasione per girare un documentario: un film, in co-produzione fra il Comune di Roma e Tele +, in cui sarà filmata l’azione dei medici volontari, tra gli orrori di uno scenario post-bellico.

Per donare un sorriso: dall’ospedale della Virginia (Usa), passando per Roma
L’iniziativa, finanziata e patrocinata dall’amministrazione comunale di Roma, è stata presentata in Campidoglio da Patch Adams. Diventato famoso per aver “inventato” ed esportato in tutto il mondo la cosiddetta “terapia del sorriso”, il 57enne medico americano è stato anche interpretato – nell’omonimo film – dall’attore Robin Williams. Ma Patch Adams ci tiene a precisare che lui è soprattutto un medico, un po’ fuori dal comune se vogliamo, ma certamente molto coraggioso e coerente con le proprie idee, puntualmente applicate ogni giorno nel suo ospedale in Virginia.

Uno show esilarante per la gioia dei bambini: 23 clown in Campidoglio
Nella sua breve ed esilarante visita romana il “Dottor Sorriso” ha dato vita ad un autentico show. Capelli colorati di blu, pantaloni e camicia a fiori e
ciuccio rosa al collo, insieme con gli altri 22 clown, ha prima fatto divertire i bambini in piazza del Campidoglio, poi ha addirittura “rubato” per una buona mezz’ora la poltrona del sindaco di Roma, nell’aula del consiglio comunale.
Qui, Patch Adams non si è lasciato sfuggire l’occasione di arringare i presenti con un discorso decisamente “no global”: ”Dedicate ai vostri bambini – ha auspicato il Dottor Sorriso – tanto tempo quanto ne dedicate per curare le vostre auto. Date più spazio ai più piccoli, starete certamente meglio con voi stessi.

I “Dottori Sorriso” a sostegno di “Emergency” e “Medici senza frontiere”
Poi, nella sala della Protomoteca del Campidoglio piena di bambini festanti,
Patch Adams ha spiegato la parte “seria” della sua missione in Afghanistan. Si tratta di ”Una strada per la pace”, una spedizione umanitaria che vedrà i 23 medici clown operare a Kabul, nell’ospedale di “Emergency” riaperto da Gino Strada e in quello di “Medici Senza Frontiere”. Ma i Dottori Sorriso lavoreranno anche nei villaggi intorno alla capitale e nella valle del Panshir, dove le condizioni di vita rimangono preoccupanti e altamente drammatiche. Non faranno solo i clown, ma oltre ai sorrisi in mezzo al dolore, cureranno le vittime delle mine anti-uomo e soprattutto i bambini, vittime principali e innocenti dell’orrore della guerra.

“Porteremo gli aquiloni ai bambini per ridare loro i sogni”
”Non solo sorrisi – ha precisato Patch Adams – porteremo anche venti
tonnellate di aiuti umanitari: farmaci, vestiti, alimenti di prima necessità, ma anche quaderni, zaini, colori, materiale scolastico e tanti aquiloni”.
”Sì, anche gli aquiloni – ha spiegato il sindaco Veltroni – vietati dal regime talebano: si voleva impedire ai bambini di inseguire i loro sogni. Noi vogliamo ridarglieli, e far sì che possano tornare a sorridere per quanto possibile, grazia anche ai medici-clown”.

La missione sorriso diventerà un film-documentario di Tele+
L’intera missione sarà ripresa da due troupe cinematografiche, dirette da Stefano
Moser e Enzo Balestreri, con la supervisione artistica di Ettore Scola ed il commento musicale di Nicola Piovani. I proventi del film-documentario, che sarà trasmesso da Tele + e proiettato in tutte le scuole di Roma, saranno devoluti alle Organizzazioni non governative che operano in Afghanistan.

Ad ognuno il suo sorriso
Il “sorriso” che aiuta a guarire: sorriso per i bambini, ma sorriso anche per gli adulti.
“Se ad un bimbo, la gioia può venire trasmessa attraverso il mondo spensierato e colorato dei clowns – spiega la dott.ssa Giuliana Bossi Rocca, Segretario Gnerale della Fondazione Humanitas – ad un adulto la stessa ‘gioia terapeutica’, può venire partecipata attraverso altri inaspettati ed inconsueti percorsi di magia.
La comprensione, la fiducia, la serenità e, perché no, la gioiosità, quel modo garbato e lieto di porgersi: una dimensione speciale, capace di tranquillizzare e fortificare il malato e i familiari che lo circondano.
Per questo è nata, nel 1999, la Fondazione Humanitas (informazioni sul sito www.fondazionehumanitas.it) il cui scopo principale, nelle tre aree dove è attiva (assistenza – formazione – ricerca) è l’attenzione al malato e al suo mondo”.
La Fondazione è protesa a realizzare questo suo obiettivo, a fianco delle cure mediche, attraverso un’azione concreta che garantisce servizi di supporto e uno status di benessere e tranquillità personale a chi ha problemi di salute.
“Una persona malata – conclude Giuliana Rocca – ha bisogno più di una sana, di continuare a sentirsi “persona a tutto tondo”, ha bisogno di continuare a sperare, a sognare e a cogliere il lato umoristico e tenero di ogni momento della sua quotidianità. Non c’è scandalo in nessuna occasione di gioia che dia sollievo al cuore pur nel dolore più profondo. Scandalo è, invece, aggiungere la paura, il vuoto, la tristezza al dolore. La Fondazione Humanitas con semplicità e con l’aiuto di molti che credono nel principio di umanizzazione che la anima, cerca di realizzare tutto ciò: anche lei con il sorriso”.

A cura di Umberto Gambino

Nell’immagine un momento della giornata dell’Ospedale Aperto di Humanitas

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