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Cattiva digestione: le risposte degli specialisti alle vostre domande

Sono giunte diverse domande da parte dei nostri utenti dedicate alla cattiva digestione, al gonfiore e all’eruttazione. Le risposte degli specialisti dell’Unità Operativa di Gastroenterologia di Humanitas, ci aiutano a fare chiarezza.

Soffro di gonfiore addominale, e ultimamente ho bruciore allo stomaco, acidità e intestino pigro. Ho provato a eliminare alcuni alimenti e ad assumere enzimi e altri medicinali ma il problema persiste.

Il bruciore e l’acidità suggeriscono un problema legato allo stomaco e nello specifico a una possibile gastrite o al reflusso gastroesofageo. In base ai dati anamnestici e anagrafici, si prescriverà una terapia antisecretiva ed eventualmente approfondimenti diagnostici come la gastroscopia con biopsie per ricercare la presenza di Helicobacter Pylori.

Ho seri problemi di digestione soprattutto la sera, e quando mi sdraio il problema si associa a tachicardia continua che mi impedisce anche di dormire. Non riesco più a mangiare verdure.

Una digestione difficoltosa unita a un’alterazione del battito cardiaco fa pensare a un reflusso gastroesofageo o alla presenza di ernia iatale. Le verdure, specialmente quelle filamentose e crude, sono difficilmente digeribili quando si è in presenza di un’infiammazione dello stomaco, per cui è normale non tollerarle.

Soffro di continue eruttazioni e gonfiore alla bocca dello stomaco, con frequenti flatulenze. Cosa può essere?

I sintomi riportati possono derivare da una gastrite che deve essere verificata con esami diagnostici come la gastroscopia. Inoltre un’ecografia addominale permette di escludere un problema a livello della colecisti, come la presenza di calcoli o di bile densa.

Soffro di aerofagia ed eruttazioni anche lontane dai pasti e dopo aver camminato. Mi sono sottoposto a due gastroscopie e breath test ma non hanno riscontrato niente. L’aerofagia ritorna a tratti, ma la digestione continua a essere problematica. Cosa posso fare?

Se le indagini specifiche per lo stomaco sono risultate negative, bisogna pensare ad altre fonti di origine del problema. Sarebbe opportuno sottoporsi a un’ecografia addominale per verificare lo stato della colecisti. Un’altra valutazione utile può essere quella di un fisiatra per esaminare se ci siano delle alterazioni nella dinamica del diaframma.

Soffro da tempo di disturbi digestivi, come gonfiore, intestino pigro e gastrite. Vorrei fare dei test delle intolleranze, sconsigliati dal gastroenterologo perché non validi. È vero? Se no, quali test sono più adatti per avere una valutazione completa delle possibili intolleranze?

A oggi, i test per le intolleranze non sono ritenuti validi dalla comunità scientifica in quanto non riconoscono patologia in sé. Per cui non esiste un esame di riferimento e affidabile. L’atteggiamento più saggio è quello di tenere un diario alimentare con riportato il tipo di alimenti che si consuma e i sintomi che ne possono derivare. I risultati vengono così confrontati con quelli del test di intolleranza che si sceglie di fare. Sarebbe necessario che tutto questo fosse supervisionato da uno specialista in nutrizione.

Variando l’alimentazione e integrando pasta integrale, fette biscottate integrali, farro e simili mi è venuta la diverticolite. Vi è un legame?

Elevate quantità di fibre non raffinate possono irritare i diverticoli. Ma il farro non c’entra nulla con tutto ciò, a meno che non sia anch’esso integrale. Come suggerimento, per le indicazioni dietetiche nella malattia diverticolare, si consiglia comunque il consumo di farine non raffinate (es. integrale), ma in quantità moderata.

A mia figlia è stata diagnosticata un’ernia iatale, ma le cure prescritte (inibitori di pompa e antiacidi) non hanno dato nessun risultato. A oggi non sta bene e continua a dimagrire. Non sa più cosa mangiare. Cosa si può fare?

Verosimilmente il problema non è legato alla presenza dell’ernia iatale che raramente è causa principale dei sintomi. Il dimagrimento va inquadrato in quadri clinici più complessi come può essere la malattia celiaca. Per cui il suggerimento è quello di fare i test ematici ed endoscopici per valutarne la presenza.

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