COME TI POSSIAMO AIUTARE?

Centralino
+39 02 8224 1

Se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci telefonicamente

Prenotazioni Private
+39 02 8224 8224

Prenota una visita in privato o con assicurazione telefonicamente, oppure direttamente online

Centri

IBD Center
0282248282
Dipartimento di Gastroenterologia
02 8224 8224
Ortho Center
02 8224 8225
Cancer Center
02 8224 6280
Fertility Center
02 8224 4646
Centro Odontoiatrico
0282246868
Cardio Center
02 8224 4330
Centro Obesità
02 8224 6970
Centro Oculistico
02 8224 2555

Cancro del polmone, Humanitas alla conferenza mondiale

Al meeting dell’IASLC (associazione che riunisce più di 3.000 specialisti provenienti da 80 paesi) si è parlato di diagnosi precoce, screening, radioterapia e innovazioni chirurgiche. Sei i rappresentanti di Humanitas Cancer Center che hanno presentato studi e ricerche. Ecco le novità emerse.

 style=Si è da poco conclusa ad Amsterdam la conferenza mondiale biennale dell’International Association for the Study of Lung Cancer (IALSC), un’associazione nata nel 1972, che riunisce oltre 3000 specialisti provenienti da 80 paesi. In rappresentanza di Humanitas hanno partecipato alla conferenza la dottoressa Marta Scorsetti, responsabile dell’Unità Operativa di Radioterapia e Radiochirurgia, il dottor Maurizio Infante, responsabile della ricerca clinica nell’ambito dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica e Generale, il dottor Paolo Zucali, responsabile della sezione di Farmacologia Clinica e delle patologie rare del torace (mesotelioma e timoma) all’interno dell’Unità Operativa di Oncologia Medica ed Ematologia, il dottor Giovanni Luca Ceresoli, responsabile della sezione di Oncologia Pneumologica ed Urologica all’interno dell’Unità Operativa di Oncologia Medica di Humanitas Gavazzeni, la dottoressa Giovanna Finocchiaro, Aiuto presso l’Unità Operativa di Oncologia Medica ed Ematologia e la dottoressa Pierina Navarria, Aiuto presso l’Unità Operativa di Radioterapia e Radiochirurgia. Abbiamo chiesto ai nostri medici che sono intervenuti di segnalarci, fra le molte novità emerse nel corso della conferenza, le più rilevanti.

“Uno degli argomenti più importanti messi sul tavolo alla conferenza è stato quello riguardante la definizione dei requisiti minimi di qualità per i centri che si occupano di screening e diagnosi precoce delle neoplasie polmonari” spiega il dottor Infante, che continua “Secondo le nuove linee guida della IASLC, per un centro modernamente organizzato, una volta accertata la presenza di un tumore ai polmoni in fase precoce, è fondamentale avere le competenze per eseguire l’intervento con la tecnica videotoracoscopica, che permette maggiore precisione ed una invasività piuttosto ridotta. È inoltre importante l’implementazione nel Centro di percorsi clinico-terapeutici appropriati ed idonei a garantire un basso tasso di interventi chirurgici puramente diagnostici, per patologie polmonari benigne, eseguiti per il sospetto di un tumore. Infine, vorrei citare la pubblicazione, avvenuta poche settimane fa e ripresa nel corso della conferenza, dello studio comparativo fra lo screening polmonare annuale con Radiografia e quello con TAC, i cui sorprendenti risultati sono stati molto discussi. Il nostro progetto DANTE (del quale il dott. Infante è fra gli ideatori, insieme al compianto prof. Ravasi, ndr), primo fra i pochi studi di questo genere in Europa, darà un ulteriore riscontro a questi dati, che hanno suscitato tanto scalpore”.

“Dal punto di vista della radioterapia, la novità più interessante consiste nell’applicazione delle nuove tecnologie a modulazione di intensità (RapidArc) anche per effettuare la radioterapia stereotassica corporea in modo ablativo distruggendo cioè tutte le cellule tumorali. Per i pazienti inoperabili o ad altro rischio chirurgico è possibile irradiare piccoli tumori polmonari, in tre o quattro sedute e con il massimo risparmio dei tessuti sani circostanti . Le applicazioni, della durata di pochi minuti, vengono eseguite in regime ambulatoriale; non provocano alcun dolore e non richiedono anestesia” chiarisce la dottoressa Scorsetti. “Questo permette di trattare anche pazienti ‘ fragili’, che non sono operabili per via dell’età avanzata o della compresenza di altre patologie. I risultati sono paragonabili a quelli ottenibili con l’intervento chirurgico, sia per quanto riguarda il controllo locale che la sopravvivenza a 3 e 5 anni. Fino a poco tempo fa, per queste persone l’unica possibilità era quella di effettuare una radioterapia standard, assai meno efficace”.

“Riguardo la patologia pleurica, il nostro gruppo ha presentato un aggiornamento sui dati riguardanti uno studio multicentrico di fase II, del quale noi siamo centro coordinatore, che prevede l’utilizzo di carboplatino ed alimta in associazione a bevacizumab (farmaco ad attività anti-angiogenetica) nei pazienti affetti da mesotelioma pleurico maligno” riferisce il dott. Zucali. “Nello studio sono stati arruolati 77 pazienti, ed i dati definitivi dello studio verranno pubblicati nei prossimi mesi. Un argomento di particolare interesse discusso alla conferenza, riguarda l’approccio ‘trimodale’ (combinazione di chemioterapia, chirurgia e radioterapia) nei pazienti affetti da mesotelioma pleurico maligno allo stadio iniziale. In particolare, il confronto verteva sul ruolo della pleurectomia rispetto alla pleuropneumoectomia e del successivo approccio radioterapico. La pleurectomia è una tecnica chirurgica meno invasiva rispetto alla pleuropneumonectomia, che consente l’asportazione della malattia preservando il polmone; questo è possibile grazie all’innovazione tecnologica delle nuove macchine per la radioterapia, molto più precise di quelle della generazione precedente. Tali macchinari di ultima generazione, infatti, consentono di irradiare la parete toracica senza che sia stato asportato il polmone (generalmente ad alto rischio di tossicità da raggi). È chiaro che questo tipo di cambiamenti nelle tecniche terapeutiche va sperimentato nell’ambito di un protocollo di ricerca (in fase di stesura presso il nostro centro in merito a tali metodiche) e non possono prescindere da un team di medici in grado di sfruttare appieno le potenzialità dei nuovi macchinari e dei nuovi farmaci e di applicare le più sofisticate tecniche chirurgiche”.

A cura della Redazione

I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici