COME TI POSSIAMO AIUTARE?

Centralino
+39 02 8224 1

Se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci telefonicamente

Prenotazioni Private
+39 02 8224 8224

Prenota una visita in privato o con assicurazione telefonicamente, oppure direttamente online

Centri

IBD Center
0282248282
Dipartimento di Gastroenterologia
02 8224 82224
Ortho Center
02 8224 8225
Cancer Center
02 8224 6280
Fertility Center
02 8224 4646
Centro Odontoiatrico
0282246868
Cardio Center
02 8224 4330
Centro Obesità
02 8224 6970
Centro Oculistico
02 8224 2555
Centro Diagnostico Privato
02 8224 2100

Anestesia spinale, dalla vita in giù

Poco invasiva, assicura una ‘copertura’ completa ed efficace. Spesso è la soluzione migliore per gli interventi che riguardano addome e arti inferiori, specialmente per i pazienti della terza età. Ed è ormai l’anestesia generalmente adottata per i parti cesarei. Abbiamo chiesto alla dott.ssa Roberta Monzani, responsabile del Day Hospital Chirurgico di Humanitas, di spiegarci in che cosa consiste e quando viene preferita ad altre tecniche anestesiologiche.

Che cos’è l’anestesia spinale?
“E’ un tipo di anestesia loco-regionale centrale, che toglie la sensibilità non solo al dolore ma anche tattile, motoria e termica alla zona interessata”.

Quali farmaci si utilizzano?
“Quasi esclusivamente anestetici locali, con diversa concentrazione e durata”.

Quali sono i vantaggi dell’anestesia spinale?
“La minima invasività farmacologica. E’ una valida alternativa all’anestesia generale ed all’anestesia loco-regionale periferica“.

In quali casi?
“Per le operazioni che richiedono di anestetizzare la zona del basso addome, come l’ernia inguinale. Oppure per gli interventi in cui è necessario garantire un’anestesia ‘completa’: la loco-regionale periferica può lasciare alcune piccole zone scoperte. Inoltre, la spinale può essere utile per motivi chirurgici, ad esempio quando è necessario ottenere un rilasciamento muscolare senza arrivare alla curarizzazione.
C’è poi la valutazione caso per caso della ‘migliore’ anestesia: ad esempio, se per anestetizzare i due arti inferiori con la loco-regionale periferica sono costretta ad usare una dose di anestetico locale così elevata da poter diventare tossica, mi conviene scegliere l’anestesia spinale”.

Quali sono i rischi?
“Come tutte le anestesie loco- regionali, sia centrali che periferiche, il rischio è di procurare una lesione nervosa, più o meno importante, più o meno reversibile in un tempo più o meno variabile. Oggi i materiali utilizzati e l’affinamento della tecnica hanno sicuramente ridotto questi rischi che tuttavia non si possono del tutto escludere”.

Come viene effettuata?
“Inserendo un ago nella schiena a livello della colonna tra due vertebre, più su o più giù a seconda della zona interessata dall’intervento, il più delle volte a livello lombare”.

Si possono anestetizzare solo i due arti contemporaneamente?
“No, esiste la spinale ‘selettiva’: mettendo il paziente in una determinata posizione si può addormentare solo la gamba destra o la gamba sinistra”.

Come mai si ha la sensazione che negli ultimi anni l’anestesia spinale sia particolarmente gettonata, tanto da sembrare una scoperta recente?
“La spinale non è affatto nuova. E’ nuovo il metodo con cui viene effettuata.
Il suo maggiore inconveniente è la cefalea. Negli anni passati si usavano aghi lunghi e grossi che una volta estratti dalla colonna lasciavano un buco dal quale poi usciva il ‘liquor’ causando un forte mal di testa. Adesso si usano aghi sottili ed è migliorata la manualità, così che l’effetto negativo della cefalea si è notevolmente ridotto, tanto da diventare un inconveniente eccezionale.
A renderla così nota al momento è il suo utilizzo per i parti cesarei, campo di applicazione nel quale ormai è più usata dell’anestesia generale. Con molteplici vantaggi, primo tra tutti il permettere alla madre, che nel cesareo non può partecipare attivamente al parto con travaglio e spinte, di restare sveglia e quindi assistere comunque all’evento e all’emozione della nascita. In secondo luogo, si evita di intubare una gravida, cioè una paziente che, trovandosi in uno stato fisiologico particolare, è più a rischio della norma sottoporre ad anestesia generale”.

Altri interventi in cui si usa solitamente la spinale?
“Ernia inguinale, perché occorre anestetizzare perfettamente dall’ombelico in giù; operazioni di proctologia, in cui risulta ottima la spinale cosiddetta a ‘sella’, fatta cioè solo sulla fascia sacrale; safenectomia (estrazione della vena safena), che se eseguita in loco regionale periferica richiederebbe l’aggiunta di una anestesia locale all’inguine, dove è il punto di incisione, ed una sedazione in più al momento dello stripping della vena.
E poi è una soluzione ‘migliore’ per molti pazienti della terza età (ed ormai l’età media dei nostri pazienti si è elevata) che hanno indicazione ad effettuare una protesi d’anca o di ginocchio e che avrebbero non pochi problemi a sottoporsi a un’anestesia generale perché in equilibrio psico-fisico precario, spesso affetti da diabete, broncopneumopatie o cardiopatie. L’anestesia generale sarebbe per loro più invasiva anche farmacologicamente”.

Per quali pazienti resta controindicata?
“Innanzitutto per i pazienti con patologie a carico del sistema nervoso centrale. Inoltre meglio non utilizzarla in pazienti che soffrono di forte emicrania. Controindicazione relativa invece per i paziente che assumono anticoagulanti o terapie per fluidificare il sangue. Per esempio, chi prende la cardioaspirina, se deve fare un intervento in anestesia spinale, dovrà sospenderla almeno una settimana prima”.

Di Francesca Blasi

I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 780 medici