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AIRC, cambiamo faccia al cancro

Si chiama programma speciale «Clinical Molecular Oncology – 5 per mille» e trasformerà i risultati della ricerca in benefici tangibili per i pazienti, cambiando la faccia alla diagnosi, alla prognosi, alla cura e alla prevenzione del cancro.

AIRC lancia una sfida senza precedenti alla ricerca oncologica del Paese: cambiare faccia alla diagnosi, alla prognosi, alla cura e alla prevenzione dei tumori. Lo fa con un finanziamento imponente, 15 milioni di euro all’anno per 5 anni, grazie alle donazioni del 5 per mille.

«A fine agosto 2008 lo Stato italiano metteva a disposizione di AIRC 32 milioni di euro – ricorda Piero Sierra, presidente di AIRC. «Questa somma corrispondeva alla scelta di quasi 800.000 contribuenti che, selezionando l’apposita casella nella dichiarazione dei redditi dell’anno fiscale 2006, sceglievano AIRC, un soggetto autorevole, efficiente, fidato».
«Già nell’esercizio 2008 AIRC ha deciso di utilizzarne una parte (9 milioni) per completare il finanziamento di tutti quei progetti giudicati eccellenti dal processo di revisione AIRC, fra gli oltre 800 presentati nell’ambito del bando di ricerca per il 2008». Infatti Sierra precisa che «prima dell’avvento del 5 per mille numerose ricerche non potevano essere sostenute per insufficienza di fondi, pur meritando il finanziamento».
«Ma ci voleva un salto di qualità, per concentrare competenze multi-disciplinari su obiettivi di grande impatto» continua Sierra. «L’impiego dei 23 milioni rimanenti, a cui si dovevano aggiungere le somme derivanti dal 5 per mille degli anni fiscali 2007 e 2008 (somme ancora oggi non note, ma stimate in linea con il valore della prima edizione), meritava un’accurata riflessione per elaborare un piano adeguato».

«Si è così pensato di affidare a uno speciale comitato di 12 membri – Special Program Committee – scelti tra i più autorevoli scienziati oncologici italiani e stranieri, la progettazione del piano strategico» spiega Maria Ines Colnaghi, direttore scientifico di AIRC.
Maria Ines Colnaghi sottolinea come AIRC non abbia voluto, con questo programma, stabilire dall’alto tematiche, patologie, aree di ricerca. «La scelta di come raggiungere l’obiettivo – cambiare la faccia al cancro – è libera e affidata esclusivamente alla creatività, alla curiosità e alle conoscenze dei ricercatori». Continua Colnaghi, citando il testo del Bando “Call for proposal – Clinical Molecular Oncology”: «I progetti dovranno essere strutturati come ricerche che vanno «dal laboratorio al letto del paziente», ma l’approdo «al letto del paziente» dovrà essere un obiettivo concreto e certo, raggiungibile entro i 5 anni di durata del progetto, e non soltanto una dichiarazione d’intenti o un auspicabile ulteriore sviluppo della ricerca».
«Per selezionare le proposte più meritevoli – conclude Colnaghi – ci si affiderà al metodo del peer-review, la prassi di valutazione che AIRC condivide omai da anni con le maggiori agenzie internazionali di finanziamento della ricerca, fra cui i National Institutes of Health statunitensi». Un gruppo di esperti stranieri, selezionati fra gli oltre 300 revisori che AIRC ha arruolato nel tempo, farà la prima scrematura fra le proposte preliminari che saranno pervenute. Quindi a non più di 10 gruppi di ricerca verrà chiesto di presentare un progetto in extenso. La seconda e ultima fase di selezione, sempre affidata a revisori stranieri, dovrebbe portare al finanziamento dei 3-5 migliori progetti.

Pier Paolo Di Fiore interviene a nome dello Special Program Committee per spiegare la strategia che ha portato all’elaborazione del programma di ricerca.
«Chi ha donato il proprio 5 per Mille ad AIRC vuole vedere rimedi più efficaci per il cancro in tempi brevi. La traduzione dei risultati della ricerca in procedure cliniche di reale beneficio per il paziente costituisce uno dei problemi più rilevanti per tutta la medicina e per l’oncologia in particolare. Non è cosa facile perché richiede l’integrazione di mondi – la clinica e la ricerca – che parlano linguaggi in parte differenti. Tuttavia, l’interesse del paziente è prevalente e quindi è indispensabile uno sforzo di ingegno, di volontà, ed anche economico, per raggiungere questo obiettivo».
«Questo programma darà priorità a quelle proposte che prevedono l’ingaggio di medici scienziati impegnati a tempo pieno nel progetto, in laboratorio e in corsia. AIRC punta sulla formazione di una nuova classe di oncologi molecolari clinici che si dividano fra la ricerca e il letto del paziente, traducendo i benefici delle scoperte di laboratorio in rimedi efficaci».

Carlos Caldas, Professore di Oncologia all’Università di Cambridge e membro internazionale dello Special Program Committee, ha spiegato come l’Italia, con questo programma innovativo e ambizioso, si sia allineata ai Paesi più impegnati nella ricerca, come gli Stati Uniti e l’Inghilterra, che implementano già programmi simili.

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