Per limitare il più possibile i contatti fra le persone e dunque la diffusione del coronavirus sono stati presi diversi provvedimenti restrittivi da parte del Governo, con l’invito a rimanere a casa e non uscire se non per fare la spesa, andare al lavoro o dal medico.

Ad alcune tipologie di persone è però richiesto l’isolamento domiciliare per 14 giorni, con monitoraggio al domicilio o in struttura dedicata in caso di domicilio inadeguato. Ne parliamo con il dottor Michele Lagioia, Direttore medico sanitario di Humanitas.

L’isolamento domiciliare, sia obbligatorio sia volontario, è disposto dall’Autorità sanitaria locale e viene comunicato all’interessato che firma per presa visione e al medico di medicina generale/pediatra di famiglia.

A chi è richiesto?

Ai contatti stretti di una persona positiva:

  • Contatti asintomatici, cui non viene effettuato il test.
  • Contatti paucisintomatici (che presentano cioè sintomatologia lieve) cui è stato/viene eseguito il test, con risultato positivo (diventano quindi un caso).
  • Contatti paucisintomatici cui è stato/viene eseguito il test, con risultato negativo: isolamento fino a 14 giorni dall’ultimo contatto con la persona positiva.

Ai pazienti guariti ancora positivi:

  • Pazienti dimessi dall’ospedale clinicamente guariti, ancora positivi al test.

Isolamento: le misure di prevenzione

In caso di isolamento ci sono alcuni comportamenti da seguire:

  • La persona sottoposta a isolamento domiciliare deve rimanere in un locale dedicato che deve essere aerato frequentemente aprendo le finestre; nei locali dotati di impianti di condizionamento dovrà essere diminuita la percentuale di aria riciclata e aumentata quella ripresa dall’esterno. È bene poi che il soggetto in isolamento usi un bagno dedicato (se possibile), dorma da solo e limiti al massimo i movimenti in altri spazi della casa dove vi siano altre persone.
  • In presenza di altre persone, deve essere mantenuta una distanza di almeno un metro. Deve essere evitato il contatto diretto con persone sottoposte a isolamento domiciliare (comprese strette di mano, baci e abbracci).
  • Se il paziente è sintomatico, non può ricevere visite.
  • Se il paziente ha sintomi di infezione delle vie respiratorie, quando si trasferisce dalla sua camera deve usare la mascherina chirurgica, il più frequentemente possibile, e attuare misure di igiene respiratoria: coprire naso e bocca usando fazzoletti quando starnutisce o tossisce, tossire nel gomito; se di carta, i fazzoletti dovrebbero essere eliminati in pattumiera chiusa e, se di tessuto, lavati; le mani devono essere lavate o frizionate con prodotto idro-alcolico immediatamente dopo.

La persona isolata deve monitorare le condizioni della propria salute:

  • Rilevare e annotare quotidianamente la temperatura corporea (due volte al giorno e al bisogno) ed eventuali sintomi respiratori quali tosse, secrezioni nasali, mal di gola cefalea, e comunicarli al curante.
  • Segnalare al proprio medico di medicina generale/pediatra di famiglia l’insorgenza di nuovi sintomi o le modificazioni significative dei sintomi preesistenti.
  • Rivolgersi al 112, informando se possibile il proprio medico di medicina generale/pediatra di famiglia in caso di insorgenza di difficoltà respiratorie.

L’assistenza durante l’isolamento a domicilio

Il monitoraggio delle condizioni di salute delle persone in isolamento richiede un forte legame tra ATS (Agenzie di tutela della salute) e medico di medicina generale/pediatra di famiglia. Costoro, anche per il ruolo e la conoscenza del paziente, informano e spiegano alle persone in isolamento e ai loro familiari le misure da adottare durante la quarantena; garantiscono la ricezione delle segnalazioni sull’insorgenza o l’aggravamento dei sintomi; curano l’attivazione del sistema di emergenza e assicurano la gestione della certificazione di astensione dall’attività lavorativa.

Le persone che assistono e accudiscono pazienti in isolamento devono indossare mascherina chirurgica (quest’ultima non deve essere toccata durante l’utilizzo e deve essere cambiata se umida o danneggiata).

Gli operatori sanitari che prestano cure dirette al paziente (come per esempio l’esame fisico) devono indossare camice monouso, mascherina, protezione oculare e guanti, e dopo l’eliminazione delle protezioni, devono effettuare un’accurata igiene delle mani con soluzione idroalcolica o con acqua e sapone più e più volte al giorno.

È bene ricordare che mascherine e guanti non possono essere riutilizzati.

I rifiuti generati dal paziente o dall’assistenza prestata devono essere smaltiti in un sacchetto di plastica chiuso, temporaneamente riposto in contenitore chiuso e poi smaltito nel rispetto delle modalità previste per i rifiuti domestici.

Le superfici dei locali utilizzati dal paziente, comprese le suppellettili, devono essere prima pulite e sanificate con prodotti detergenti e successivamente disinfettate (con amuchina 0,5% o alcol) frequentemente (almeno una volta al giorno). Chi effettua la pulizia deve indossare un camice monouso o un grembiule dedicato e guanti monouso; se vengono usati guanti domestici, questi devono essere disinfettati dopo l’uso. La biancheria del paziente deve essere maneggiata con guanti e lavata in lavatrice a 60-90 °C con comuni detersivi.