Il termine cancro non fa riferimento a un’unica malattia, ma a un gruppo di patologie diverse tra loro e che possono interessare pressoché tutte le cellule del nostro corpo.

Ne parliamo con il dottor Luca Toschi, oncologo in Humanitas.

Le cellule del nostro corpo crescono e si dividono in nuove cellule; quando invecchiano o si danneggiano, muoiono e vengono sostituite da cellule nuove. Nel cancro, questo processo subisce un’anomalia: le cellule danneggiate sopravvivono finendo per dividersi (e quindi moltiplicarsi) a tal punto da creare un accumulo di cellule che chiamiamo tumore.

I tumori possono essere solidi, quando sono masse di tessuto, ma anche liquidi, come nel caso dei tumori del sangue.

Tumori benigni e tumori maligni

Quando si parla di tumore facciamo normalmente riferimento a tumori “maligni” (o cancro), tuttavia si sente spesso parlare di tumori “benigni”.

I tumori benigni sono caratterizzati dalla crescita di alcune cellule che si sviluppano più del dovuto, creando masse che possono assumere anche grandezze considerevoli, ma che rimangono delimitate, conservano le caratteristiche del tessuto da cui hanno origine e non tendono né a invadere gli organi circostanti, né a produrre metastasi (meccanismo attraverso cui le cellule cancerose si diffondono in altre parti del corpo per mezzo dei vasi sanguigni o linfatici, colonizzando altri organi e tessuti). In genere, una volta rimossi, i tumori benigni non tendono a recidivare come invece fanno spesso i tumori maligni.

I tumori maligni (o cancro) possono invadere i tessuti vicini o diffondersi in altri organi. Quando crescono, infatti, alcune cellule tumorali possono staccarsi dalla sede di origine e attraverso il sangue o il sistema linfatico viaggiare in luoghi distanti nel corpo e produrre metastasi.

Le caratteristiche delle cellule cancerose

Le cellule tumorali hanno caratteristiche che le differenziano dalle cellule normali e che consentono loro di crescere senza controllo. Le cellule tumorali, inoltre, sono meno specializzate delle cellule normali: pertanto, mentre le cellule normali si trasformano in tipi di cellule con funzioni specifiche, le cellule tumorali non maturano una propria specializzazione, ma crescono uguali a se stesse senza fermarsi anche perché capaci di ignorare sia i segnali che le inducono a farlo sia quelli di apoptosi, ovvero il processo naturale di morte programmata di una cellula, geneticamente controllato, in cui le cellule vengono eliminate dall’organismo senza che arrechino danni ai tessuti. Senza apoptosi, il corpo non può eliminare le cellule non necessarie, che formano così una massa.

Le cellule tumorali sono inoltre in grado di influenzare il microambiente, ossia l’ambiente cellulare ed extracellulare intorno al quale il tumore si sviluppa e che comprende i vasi sanguigni circostanti, le cellule del sistema immunitario, cellule connettivali e altro.

Possono inoltre eludere il sistema immunitario deputato a proteggere il corpo dalle infezioni e da altre condizioni mediante un insieme di organi, tessuti e cellule specializzate. Infatti, sebbene il sistema immunitario in genere elimini le cellule danneggiate o anormali del nostro corpo, alcune cellule tumorali sono in grado di nascondersi.

Come nasce il cancro?

Il cancro è una malattia genetica, causata da cambiamenti nei geni che controllano il funzionamento delle cellule e il modo in cui si riproducono.

I cambiamenti genetici che causano il cancro solo raramente vengono trasmessi dai genitori ai figli, quindi generalmente il cancro non è una malattia ereditaria. Infatti, nella grande maggioranza dei casi tali cambiamenti genetici compaiono durante la vita di un individuo per via di errori durante la divisione cellulare o a causa di danni a carico del DNA legati a fattori di rischio ambientale, come sostanze chimiche presenti nel fumo o radiazioni come i raggi UV.

Come si diffonde il cancro?

Il processo attraverso il quale le cellule tumorali si diffondono ad altre parti del corpo è detto metastasi. Un tumore che si è sviluppato in un altro punto rispetto a quello da cui ha avuto origine è chiamato cancro metastatico.

Il cancro metastatico mantiene lo stesso nome ed è formato dallo stesso tipo di cellule tumorali del cancro primario; per esempio, il carcinoma mammario che si diffonde e forma un tumore metastatico nei polmoni è un carcinoma mammario metastatico, non un carcinoma polmonare.

I tumori metastatici possono causare gravi danni al funzionamento dell’organismo; la maggior parte delle persone che muore di cancro muore proprio a causa delle metastasi.

Non tutti i cambiamenti tissutali sono cancro

Non tutti i cambiamenti che si verificano nei tessuti sono un tumore; tuttavia, alcuni cambiamenti possono trasformarsi, se non trattati, in cancro, ed è bene mantenerli monitorati. Ne sono un esempio:

  • L’iperplasia si verifica quando le cellule di un tessuto si dividono più velocemente del normale, causando un accumulo di cellule che provoca un aumento delle dimensioni di un determinato organo o tessuto. Può essere causata da diversi fattori e condizioni, tra cui l’irritazione cronica.
  • La displasia è una condizione più seria dell’iperplasia e indica una variazione morfologica, quantitativa e qualitativa di una struttura cellulare di un determinato tessuto, spesso epiteliale.

In caso di displasia, le cellule appaiono quindi “anormali”, per forma, colore o struttura, in quanto hanno assunto caratteristiche diverse rispetto a quelle sane.

  • Il carcinoma in situ è una proliferazione di cellule epiteliali anormali, che presentano caratteri morfologici e biologici di malignità, ma che non possiedono la capacità di invadere i tessuti oltre la membrana basale: ciò significa che non può raggiungere vasi sanguigni, vasi linfatici e, dunque, non può creare metastasi. Alcuni carcinomi in situ però possono evolvere in cancro e pertanto in genere vengono trattati.