L’errore è umano, anche in specialisti preparati e attenti come i chirurghi: per questo negli anni si è pensato sempre più a protocolli da applicare in sala operatoria per ridurre al minimo i rischi di errore e aumentare così sopravvivenza del paziente e buona riuscita degli interventi.

Ne ha parlato il professor Guido Torzilli, responsabile dell’Unità operativa di Chirurgia generale in Humanitas durante una puntata di SuperQuark.

Alcuni errori clamorosi in sala operatoria

Tra i casi di errore umano in sala operatoria, la storia della medicina ricorda episodi in cui i medici hanno sbagliato farmaci o dosi per una grafia scorretta o poco chiara, ma anche errori più eclatanti e gravi, come quello di un paziente a cui molto tempo fa era stata amputata la gamba sbagliata.

Ecco perché già dagli anni ‘90, il Johns Hopkins Hospital (in Maryland, USA) è stato il primo ospedale ad utilizzare check list e procedure che traggono ispirazione dai protocolli di volo. Accorgimento che si è poi diffuso in tutto il mondo.

Protocolli e check list prima dell’intervento

Anche in Humanitas gli specialisti applicano da tempo protocolli e procedure per ridurre eventuali errori umani.

Il professor Torzilli ha spiegato in cosa consiste la check list: “in primo luogo si procede con l’identificazione del paziente e la richiesta del consenso. Successivamente il chirurgo o l’anestesista potrebbero richiedere altri eventuali accertamenti, prima dell’ingresso in sala operatoria”. “Si accerta poi la parte da operare, per verificare che sia il lato corretto esi marca il punto giusto. Solo a quel punto si porta il paziente al tavolo operatorio”, ha aggiunto Torzilli. “Una volta in sala, infine, si ricontrolla il paziente, si verificano eventuali farmaci – come anestesia o antibiotici – da somministrare e si verifica anche che gli strumenti necessari siano pronti all’utilizzo da parte dell’équipe”, ha concluso lo specialista.

Studi dimostrano che i protocolli riducono il rischio in sala

“Il paziente e la sua sicurezza sono al centro di questi protocolli e procedure – ha spiegato Torzilli -: i processi devono garantirne la sicurezza e avere delle check list che permettono a tutta l’équipe chirurgica, chirurgo in primis, di monitorare e verificare il rispetto di tutti gli step che precedono e seguono l’operazione in sala operatoria”.

Diversi sono gli studi sul tema, tra cui uno pubblicato recentemente sulla prestigiosa rivista ‘ World Journal of Surgery ‘ condotto su oltre 20mila pazienti che ha documentato come l’applicazione sistematica della check list riduce significativamente il rischio di morte in sala operatoria.

Guarda il servizio girato in Humanitas con l’intervista al prof. Torzilli, clicca qui (dal minuto 50’).