Ne soffrono oltre 200mila italiani: è l’asma grave e molti pazienti risultano ‘resistenti’ alle terapie standard. Sono molti, ad esempio, quelli per lunghi periodi sono stati trattati con cortisone per via orale ma che non hanno avuto risultati rilevanti dal punto di vista dei sintomi.

Grazie alla ricerca potranno però beneficiare di una nuova soluzione terapeutica: si tratta di benralizumab, un anticorpo monoclonale che ha dato significativi miglioramenti nella qualità di vita dei pazienti.

Ne ha parlato il professor Giorgio Walter Canonica, direttore del Centro di Medicina personalizzata Asma e Allergie in Humanitas.

“A differenze del cortisone che ha un effetto generale sull’organismo e quindi non mirato, questa terapia agisce in maniera selettiva sul meccanismo che determina l’infiammazione eosinofila con un’ottima tollerabilità da parte dei pazienti”.

Questa nuova terapia è utile non per il trattamento di ‘emergenza’ in caso di attacco d’asma e per ridurre la ‘fame d’aria’, la spiacevole sensazione di non respirare che avvertono gli asmatici, bensì è da utilizzarsi come terapia di mantenimento e va quindi prolungata in accordo con il medico.

Il trattamento con benralizumab è riservato ai pazienti adulti che soffrono di asma grave eosinofilico refrattario in base a determinate condizioni e parametri.

La somministrazione

Il trattamento con questa nuova terapia, che per i pazienti idonei è a carico del Sistema Sanitario Nazionale, viene somministrato nei centri specialistici ospedalieri e universitari per via sottocutanea, una volta ogni quattro settimane, per le prima tre dosi, e una volta ogni otto settimane per le successive.

 

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