L’ernia iatale è una condizione anatomica caratterizzata dal passaggio di una parte dello stomaco nel torace. La sua formazione è dovuta all’allentamento delle pareti dello iato, che è una piccola apertura del diaframma attraverso la quale passa l’esofago.

Dei sintomi causati o meno dall’ernia iatale e dei consigli per affrontarla, ne parliamo con la dottoressa Beatrice Salvioli, gastroenterologa in Humanitas.

L’ernia iatale e il reflusso gastroesofageo

L’ernia iatale può essere asintomatica, oppure manifestarsi con alcuni sintomi riconducibili o a difficoltà di digestione, oppure al reflusso gastroesofageo, con risalita nell’esofago di acidi gastrici e conseguenti bruciore, rigurgito e dolore a livello toracico. Un altro sintomo caratteristico dell’ernia iatale è la sensazione di percepire i battiti cardiaci dopo mangiato, come fosse una palpitazione.

In presenza di questi sintomi è consigliabile rivolgersi al medico, che prescriverà gli accertamenti opportuni per accertare o escludere la presenza di ernia e/o di reflusso.

Quali sono gli esami per la diagnosi?

Solitamente la diagnosi si effettua durante la gastroscopia, anche se l’esame migliore per misurare l’entità dell’ernia è quello radiologico (RX esofago), in cui al paziente viene fatta bere una soluzione liquida con bario che contrasta le prime vie digestive.

I consigli contro l’ernia iatale

In presenza di ernia iatale che si accompagna a reflusso gastroesofageo è consigliabile evitare alcuni alimenti come cibi fritti, piccanti o grassi (salse, burro), cioccolato, menta, caffè, tè, sughi di pomodoro, agrumi, insaccati e carne affumicata, formaggi grassi e fermentati, alcolici. Ma la cosa più importante è non mangiare troppo tardi a cena e non sdraiarsi o mettersi alla televisione subito dopo mangiato, soprattutto se il pasto è stato abbondante.

 

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