La dottoressa Martina Molgora, giovane ricercatrice di Humanitas presso il laboratorio di Immunopatologia sperimentale della professoressa Cecilia Garlanda, ha recentemente vinto due premi: il premio “Alessandro Moretta young investigator award”, conferitole nel corso della conferenza “Aegean conferences-innate immunity” e il “Best Paper Award” dell’Associazione “Giovanna Tosi” per la Lotta contro i Tumori.

A essere premiata è la sua ricerca nell’ambito dell’immunologia in campo oncologico, una ricerca nata all’interno del progetto di dottorato della dottoressa Molgora condotto nel laboratorio di Immunopatologia sperimentale di Humanitas. La ricerca si concentra su come il sistema immunitario agisce contro il tumore e su come questo sia in grado di evadere la risposta immunitaria, al fine di comprendere con quali metodi favorire la risposta del sistema immunitario in presenza di un tumore e, a lungo termine, migliorare le terapie per i pazienti.

Lo studio e la pubblicazione su Nature

In particolare, lo studio di cui la dottoressa Molgora è prima autrice e che è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, ha svelato per la prima volta il ruolo della proteina IL-1R8 coinvolta nello sviluppo tumorale. Questa proteina agisce come un freno nei confronti delle cellule NK (Natural Killer), cellule dell’immunità innata (e dunque di difesa) che controllano alcuni tipi di tumori, di metastasi (in particolare al fegato e al polmone) e alcune infezioni virali.

Lo studio vede il professor Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, come Corresponding author e come Principal Investigator la professoressa Cecilia Garlanda.

“Visto che IL-1R8 frena l’attività di queste cellule, se riusciamo a bloccarlo le cellule NK si attivano a difesa di fegato e polmone, proteggendoli da tumori, metastasi e infezioni virali. Si tratta di una scoperta molto importante che ci auspichiamo dalla fase preclinica possa arrivare a quella clinica, aprendo ulteriormente la strada all’uso sempre più efficace di armi immunologiche contro diversi tumori, a vantaggio dei pazienti oncologici”, ha sottolineato la dottoressa Molgora.