La stipsi in realtà non è una malattia, ma un sintomo che può nascondere diverse patologie ed è dunque importante comprendere quale sia la causa della stitichezza.

Di stipsi ha parlato il professor Silvio Danese, Responsabile del Centro per le malattie infiammatorie croniche intestinali di Humanitas, ospite in studio a Tutta salute su Rai3.

A esserne colpiti sono soprattutto le donne e gli anziani: “Per quanto riguarda le donne, si pensa ci sia un coinvolgimento ormonale nella motilità intestinale e inoltre sappiamo che la sindrome dell’intestino irritabile (di cui la stipsi è uno dei sintomi) è una patologia a prevalenza femminile. Gli anziani invece, per esempio, tendono a bere di meno oppure assumono alcuni farmaci che possono determinare stitichezza”, ha spiegato il prof. Danese.

Diverse tipologie di stitichezza

“Ci sono vari tipi di stitichezza: un primo tipo viene definito inerzia del colon ovvero un intestino pigro, che si contrae in maniera molto lenta. In altri casi invece, nella parte finale, tutti i muscoli della pelvi dedicati all’atto della defecazione non si comportano in maniera sinergica e quindi non sono coordinati. In altri casi ancora invece, possono essere presenti entrambe le condizioni; mentre, nella sindrome del colon irritabile la causa non è ben nota.

In genere, gli stili di vita sono la causa principale di stitichezza; concorrono in particolare un’alimentazione povera di fibre, la disidratazione, la sedentarietà e l’assunzione di alcuni farmaci. La stitichezza è poi comune in alcune condizioni, come la gravidanza”, ha sottolineato lo specialista.

Quando rivolgersi al medico e gli esami per la diagnosi

“In generale, si verificano meno di tre evacuazioni alla settimana, tendenza o necessità di sforzarsi durante la defecazione, sensazione di defecazione incompleta, presenza di feci dure o caprine (a palline).

È molto importante capire se si tratti di un problema di transito e in questo caso si sottopone il paziente allo studio dei tempi di transito intestinale, ovvero specifiche radiografie che osservano il transito intestinale. La manometria anorettale è invece molto utile per capire come si muove la pelvi, in alcuni casi è indicata la defecografia e infine per determinati pazienti occorre la colonscopia”, ha spiegato il prof. Danese.

I consigli per la regolarità intestinale

“È importante curare gli stili di vita, con una buona alimentazione ((5 porzioni di frutta e verdura o 20 grammi di fibre al giorno), una sufficiente idratazione (più di un litro e mezzo di acqua al giorno) e il movimento fisico. Laddove occorrano si possono assumere integratori o lassativi osmotici ovvero che richiamano acqua e facilitano l’attività intestinale.

Per quanto riguarda le cure, bisogna innanzitutto capire il tipo di stitichezza. Se si tratta di un problema di motilità, si può ricorrere all’assunzione di fibre insolubili, a lassativi osmotici o a farmaci in grado di agire sulla motilità. Se invece il problema è di stitichezza basso, può essere necessario l’utilizzo di alcuni clisteri. È comunque bene evitare il fai da te e rivolgersi al medico”, ha raccomandato lo specialista.

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