Il sistema nervoso viene distinto in sistema nervoso centrale e sistema nervoso periferico. Fanno parte del sistema nervoso centrale, che si trova nella scatola cranica e nel canale vertebrale: cervello, cervelletto, tronco encefalo e midollo spinale. Il sistema nervoso periferico invece è formato dai nervi cranici (che innervano testa e collo), dai nervi spinali (che innervano le parti restanti del corpo) e dai gangli (particolari gruppi di neuroni che ricevono le informazioni dai recettori).

Il sistema nervoso periferico viene ulteriormente suddiviso in volontario, deputato al controllo dei movimenti volontari e alla raccolta delle informazioni da parte degli organi di senso, e involontario o autonomo (o vegetativo o viscerale o autonomo), che controlla le funzioni corporee involontarie.  Il sistema nervoso autonomo infine, è diviso in due parti ad azione contrapposta: simpatico (con origine nel midollo spinale) e parasimpatico (che origina nel tronco encefalico e nel midollo spinale).

Il sistema nervoso autonomo può presentare un malfunzionamento, si parla in questi casi di disautonomia neurovegetativa o disfunzione autonomica. Di che cosa si tratta o come si manifesta? Ne parliamo con il dottor Vincenzo Tullo, Neurologo e Responsabile dell’Ambulatorio sulle cefalee di Humanitas LAB.

Le funzioni del sistema nervoso autonomo

“Il sistema nervoso autonomo regola l’attività delle ghiandole e degli organi interni come il cuore, lo stomaco e l’intestino, controllando funzioni come la dilatazione delle pupille, la produzione della saliva e del muco, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la contrazione dei muscoli dei bronchi, i movimenti dello stomaco e dell’intestino, la produzione dell’urina, il rilassamento della parete vescicale e l’apertura del suo sfintere.

Il sistema nervoso simpatico si attiva in particolare quando l’organismo vive situazioni di emergenza o stress come le risposte di attacco e fuga, mentre il parasimpatico è prevalente nelle condizioni di stabilità e riposo e favorisce i processi come la digestione e l’assorbimento, la crescita e l’immagazzinamento di energia”, spiega il dottor Tullo.

Quando si parla di disautonomia neurovegetativa?

In presenza di un malfunzionamento del sistema nervoso autonomo abbiamo una disautonomia neurovegetativa (o disfunzione autonomica).

I disturbi che possono manifestarsi sono diversi, ne sono un esempio:

  • alterazione della regolazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca con ipotensione ortostatica e ipertensione in clinostatismo (posizione sdraiata);
  • disturbi della funzione respiratoria;
  • disturbi dell’apparato gastrointestinale con riduzione della motilità gastrointestinale, disfagia, stipsi, diarrea;
  • disturbi sessuali e urinari con nicturia, pollachiuria, minzione imperiosa, impotenza, perdita del controllo sfinterico;
  • disturbi della termoregolazione;
  • ipo-anidrosi;
  • disturbi del sonno.

L’ipotensione ortostatica è il disturbo più disabilitante; si caratterizza per una riduzione di almeno 20 mmHg nella pressione arteriosa sistolica o di 10 mmHg nella diastolica entro tre minuti dall’assunzione della posizione eretta e si manifesta con sensazione di testa leggera, stanchezza, faticabilità, visione offuscata e sincope.

La classificazione delle malattie del sistema nervoso autonomo

“Questa classificazione è molto complessa. In generale si distinguono disautonomie focali e disautonomie generalizzate. Le focali si caratterizzano per una sintomatologia settoriale; ne sono un esempio la sindrome di Bernard Horner con la ptosi (abbassamento della palpebra), la miosi (restringimento della pupilla) e l’anidrosi facciale (assenza di sudorazione sul volto) e la sindrome di Adie con la pupilla che non reagisce alla luce e l’abolizione dei riflessi osteotendinei).

Le disautonomie generalizzate invece si suddividono in centrali (a livello del cervello o del midollo) e periferiche (a livello dei nervi).

Quelle centrali includono:

  • l’insufficienza autonomica pura;
  • l’insufficienza autonomica in corso di atrofia multisistemica che combina l’insufficienza del sistema nervoso autonomo con una neurodegenerazione del sistema nervoso centrale;
  • l’insufficienza autonomica associata alla malattia di Parkinson.

Le disautonomie periferiche infine vengono distinte in acute (sindrome di Guillain Barrè, botulismo, porfiria, da tossici) e croniche (neuropatie ereditarie, neuropatie diabetiche, tossico-carenziali, infettive e paraneoplastiche).

L’ambulatorio di neurologia e diagnostica neurovegetativa di Humanitas può consentire lo studio integrato dei meccanismi fisiopatogenetici centrali e periferici delle malattie del Sistema Nervoso Vegetativo”, ha concluso il dottor Tullo.

 

Prenota una visita con il dott. Vincenzo Tullo