12 donne, 12 sorrisi, 12 storie d’amore. Amore per la vita, per i sogni, per tutto ciò che ci circonda. Un amore che dopo la malattia è raddoppiato, perché ancora di più, dopo un’esperienza così straniante, l’unico vero meraviglioso giorno è l’oggi. “Sorrisi in rosa” nasce da un’idea della fotografa Luisa Morniroli, che in collaborazione con l’amica scrittrice, Cristina Barberis Negra, ha voluto trovare un modo creativo e positivo per affrontare il tema della prevenzione, della malattia e del ritorno alla vita. Lungo la strada le idee si sono moltiplicate e al progetto si sono unite anche le sciarpe rosa create da Caterina Spriano che hanno fatto da ponte alle immagini. La mostra sarà allestita presso il building 2 di Humanitas a partire dal 2 ottobre.

Le 12 donne ritratte, fotograficamente e a parole, insieme alle due autrici, sono persone di età, provenienza, professione e storie, completamente differenti, che hanno come unico denominatore comune l’aver attraversato l’esperienza “cancro al seno”, di averla affrontata e di averci trovato un valore di crescita e di rinnovamento delle proprie vite. Ritrovare la propria femminilità e bellezza dopo il cancro al seno è possibile e necessario.

“L’empatia con Luisa, autrice degli scatti, si è creata fin dal primo momento, quando ha varcato la soglia del mio ambulatorio carica dell’energia che la contraddistingue”, ha raccontato il dottor Alberto Testori, chirurgo toracico che ha operato la fotografa e direttore associato della Breast Unit di Humanitas. “Da lì in poi è iniziato un percorso. Prima il duro compito che spesso spetta a noi medici: comunicare la notizia destinata a sconvolgere per sempre la vita di chi ti sta di fronte. Poi le cure, sempre seguite con precisione e attenzione. I momenti di sconforto ci sono stati, ma quello che ricordo sempre di Luisa è il sorriso, che ha ispirato anche il titolo del progetto, di chi guarda la vita con curiosità, attenzione ai dettagli, altruismo e positività. Una donna che ha vinto la sua battaglia”.

Tumore al seno, l’importanza della Breast Unit

“Il tumore al seno, aggiunge il dottor Corrado Tinterri, direttore Breast Unit Humanitas, è una malattia dall’impatto sociale rilevante e oggi colpisce il 40% delle donne sotto i 50 anni e quasi il 25% sotto i 40. Diventa quindi fondamentale informare e ribadire all’intera popolazione femminile il proprio diritto alla qualità di cura (dalla diagnosi ai trattamenti, fino al follow-up). I dati scientifici dimostrano che affidarsi a una Breast Unit, ovvero a un centro di senologia specializzato e dedicato per la cura di questa neoplasia, influisce in maniera positiva sulla sopravvivenza, con una riduzione significativa della mortalità. Le donne protagoniste del progetto “Sorrisi in rosa” rappresentano un valido esempio di quanto le Breast Unit facciano la differenza incidendo fortemente sulla qualità della cura, garantendo a tutte le donne con tumore al seno l’accesso ai trattamenti più efficaci, in linea con le linee guida internazionali”.

Le prossime dirette sulla pagina Facebook di Humanitas

  • Lunedì 2 ottobre: il responsabile Breast Unit Humanitas Corrado Tinterri e la case manager Margarita Gjeloshi parleranno di diagnosi, trattamenti, percorsi di cura personalizzati e Ricerca sul tumore al seno.
  • Lunedì 16 ottobre: il responsabile associato Breast Unit Humanitas Alberto Testori e Luisa Morniroli, fotografa e protagonista del progetto “Sorrisi in rosa” parleranno di prevenzione.
  • Lunedì 23 ottobre: il divulgatore scientifico della Fondazione Veronesi Marco Bianchi dialogherà con il responsabile Chirurgia Plastica di Humanitas Marco Klinger sulla chirurgia dopo un tumore al seno.

 

 

 

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