Venerdì 26 maggio presso il Centro Congressi di Humanitas si è svolto un Corso LEAN di primo livello, per conoscere e applicare la metodologia LEAN nell’ambito della Sanità.

Il corso ha visto la partecipazione di professionisti della sanità provenienti da altre strutture pubbliche e private ed è stato condotto dalla dottoressa Chiara Ferrari, Responsabile del Servizio Anestesia – Chirurgia bariatrica in Humanitas, dal dottor Antonio Voza, Responsabile del servizio di Pronto Soccorso di Humanitas, e dall’ingegner Giulia Goretti, Responsabile del Lean, sempre in Humanitas.

Che cos’è la metodologia Lean

La metodologia Lean è stata inventata dall’ingegnere giapponese Taiichi Ohno e applicata per la prima volta nell’azienda giapponese Toyota, per poi diffondersi rapidamente in molti altri settori e Paesi.

Obiettivo del Lean è coniugare efficienza e qualità del lavoro svolto, attraverso l’identificazione e l’eliminazione degli sprechi nel rispetto delle persone.

In Italia, Humanitas è stata una delle prime strutture ad applicare i principi del Lean al mondo della sanità, mettendo al centro del proprio lavoro il miglioramento continuo del servizio a vantaggio dei pazienti.  Un approccio importante, considerato anche il momento di crisi della sanità italiana, che vede un continuo aumento dei bisogni dei pazienti, ma una diminuzione delle risorse disponibili.

Il lean spiegato dai clinici ai clinici

I partecipanti al corso hanno avuto modo di conoscere la metodologia Lean e i suoi principi, provare a riconoscere i punti di debolezza dei processi che vengono affrontati in Ospedale e provare ad applicare strumenti analitici e pratici nella realizzazione di un progetto di miglioramento.

La conduzione della dottoressa Ferrari e del dottor Voza ha offerto ai partecipanti il punto di vista di due colleghi, che sperimentano la realtà ospedaliera quotidianamente e ne conoscono le dinamiche interne; i due specialisti sono Lean Champions dell’Ospedale, che collaborano con l’ingegner Goretti come agenti del cambiamento dell’Ospedale, per migliorare ogni giorno la qualità clinica e l’esperienza del paziente. La condivisione dei progetti realizzati, le difficoltà incontrate e le azioni fatte per realizzare un importante cambiamento culturale sono state un valore aggiunto al corso.

Oltre alla parte teorica, il corso ha visto anche un momento di simulazione, con la proposta di un caso di studio ambientato in un Pronto Soccorso in cui sperimentare gli strumenti appresi.