Quando l’intestino è in salute, funziona in maniera regolare e non dà segno di sé, la presenza di sintomi invece è una richiesta di attenzione da parte dell’intestino, che non va sottovalutata.

Di intestino pigro ha parlato la dottoressa Beatrice Salvioli, gastroenterologa in Humanitas, ospite in studio a Cuore e denari su Radio24.

Una volta erano i medici a stabilire quando l’intestino fosse ritenuto pigro, rifacendosi a criteri internazionali tuttora validi. Come sottolinea la dottoressa Salvioli però, oggi si è passati dall’oggettività alla soggettività: “non è tanto il criterio della frequenza delle evacuazioni a definire il disturbo, ma come si sente il paziente e alla propria percezione rispetto alla qualità di vita”. L’intestino pigro è dunque un disturbo soggettivo, prevalentemente femminile.

Assecondare lo stimolo

“La posizione più fisiologica per andare di corpo è quella che si assume quando si utilizzano i bagni alla turca. Stare seduti sul water per molto tempo infatti, a lungo andare può essere dannoso, perché la forza di gravità spinge sul pavimento pelvico, con il rischio di problemi anche importanti, che vanno dalle emorroidi ai prolassi”.

Occorre dunque evitare di passare molto tempo seduti sul water ed educare in questo senso anche i bambini, fin da piccoli.

“Un altro aspetto su cui è importante fare educazione, a partire dai bambini, è quello di non vergognarsi se bisogna andare in bagno. È importante infatti assecondare lo stimolo quando si presenta. I bambini invece, spesso fanno fatica ad andare in bagno a scuola e aspettano di tornare a casa, ma una volta rientrati magari lo stimolo è passato. Il rischio è che trascorrano diversi giorni e che si formino fecalomi (ammasso di feci dure), un intoppo che può causare ragadi, dolore, ulteriore difficoltà ad andare di corpo, con l’instaurarsi di un circolo vizioso che può portare a stitichezza e a un rapporto conflittuale con la defecazione”, sottolinea la specialista.

I consigli contro l’intestino pigro

Giocano un ruolo importantissimo le fibre, in termini di quantità e qualità; alcune fibre infatti richiamano più acqua e facilitano il movimento intestinale.

Può essere di aiuto, per stimolare il movimento, consumare al mattino kiwi, pera matura, crusca o porridge d’avena.

Non vanno poi trascurati i legumi; chi soffre di gonfiore, è bene preferisca i decorticati. Fondamentale bere acqua, circa un litro e mezzo al giorno. “Mangiare tanta verdura e bere poca acqua anziché facilitare il movimento intestinale, fa proprio l’opposto”, sottolinea la dottoressa Salvioli.

È bene poi dedicarsi a una regolare attività fisica che stimola e smuove l’intestino.

Se necessario, possono essere indicati i lassativi osmotici.

 

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