La vertigine parossistica posizionale (anche detta canalolitiasi o cupololitiasi) è il tipo di vertigine più comune e colpisce in particolare le persone che hanno superato i sessant’anni di età. Ne ha parlato il dottor Luca Malvezzi, specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale in Humanitas, in un’intervista a Repubblica.

Questo tipo di vertigine si presenta con sintomi quali nausea, vomito, difficoltà a mettere a fuoco e fortissime vertigini improvvise. “Come accade nelle vertigini periferiche il sintomo principale è l’allucinazione visiva”, aggiunge il dottor Malvezzi.

Quali sono le cause?

Nella maggioranza dei casi non è possibile individuare la causa scatenante della patologia, ma la sua comparsa è molto spesso legata a un trauma: una caduta, un tamponamento, uno scontro durante l’attività sportiva. “A innescare i sintomi è il distacco di piccoli sassolini, cristalli di calcio (otoliti), nell’orecchio interno, e il loro fluttuare nei canali semicircolari, strutture che si trovano nella parte posteriore del vestibolo. Questo amplifica il segnale di posizionamento del capo innescando da ultimo la vertigine”, spiega lo specialista.

Come si cura?

“Il rischio è che la crisi vertiginosa possa causare una caduta e un incidente domestico. Tuttavia, contrariamente a quanto spesso accade, il movimento è la fisioterapia naturale degli organi dell’equilibrio”, spiega il dott. Malvezzi. Laddove possibile dunque, il movimento agevola il recupero funzionale. Anche nella fase acuta, le manovre vestibolari aiutano il riposizionamento degli otoliti e la risoluzione della crisi.

 

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