L’anestesia è la desensibilizzazione dell’organismo che si rende necessaria prima di un intervento chirurgico.

L’anestesia loco-regionale, diversamente da quella generale che coinvolge l’intero organismo, agisce solo sulla zona interessata dall’intervento, addormentandola. Come avviene questo? Ne parliamo con il dottor Orazio Difrancesco, anestesista in Humanitas.

Quali farmaci si usano per l’anestesia loco-regionale?

I farmaci che si utilizzano per l’anestesia loco-regionale sono anestetici locali. Sono diversi tra loro, ma grazie alla ricerca degli ultimi decenni sono sicuri e presentano un più alto profilo di tolleranza ed efficacia e un minor rischio di tossicità. Agiscono addormentando i nervi, tramite la soppressione della trasmissione dello stimolo doloroso dalla periferia al cervello: il nervo sensitivo, deputato alla trasmissione dello stimolo, viene inibito e dunque il cervello non riceve l’impulso doloroso originato in periferia.

La puntura per l’anestesia è dolorosa?

Assolutamente no. La puntura per l’anestesia loco-regionale non viene effettuata “a freddo”, ma dopo la somministrazione di una piccola dose di anestetico locale nella sede della puntura, al fine di alleviare il fastidio che il paziente avverte con la puntura. È bene poi sottolineare che l’esecuzione dell’anestesia loco-regionale non vieta di fornire al paziente blandi sedativi che lo aiutino a contrastare l’ansia.