I disturbi del sonno colpiscono molte persone, pregiudicando, in alcuni casi, la qualità della loro vita e alterando le normali attività fisiologiche del loro corpo. Molte persone non sanno come affrontare questi disturbi né tanto meno come risolverli. La mancanza di sonno può causare stanchezza cronica, diminuzione dell’attenzione e della concentrazione e irritabilità. Un’insonnia prolungata, inoltre, può avere effetti dannosi sulla salute. Ne parliamo con la dottoressa Lara Fratticci, neurologa in Humanitas.

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Quante sono le ore di sonno necessarie perché una persona si possa sentire “riposata”?

Per la maggior parte delle persone è sufficiente dormire dalle 7 alle 8 ore a notte. Poi ci sono i cosiddetti “dormitori lunghi”, che necessitano di 10 ore. Esistono anche i “dormitori corti”, per i quali sono sufficienti 5 o 6 ore di sonno per star bene e non lamentare eccessiva sonnolenza diurna o sensazione di spossatezza.

 

Quali sono i fattori che influenzano la qualità del sonno?

L’insonnia è il disturbo più frequente ma non è l’unico. Ci possono essere delle cause soggettive come il disturbo dell’umore, la depressione, l’ansia, oppure problematiche come la sindrome delle “gambe senza riposo”, un disagio causato da un’intensa irrequietezza motoria alle gambe che impedisce al paziente di iniziare il sonno notturno.

Alla base di una scarsa qualità del sonno possono esserci fattori che alterano il normale ritmo sonno-veglia. Questi fattori, a volte, sono riconducibili a determinate malattie sistemiche, a disturbi della tiroide, a scompenso cardiaco o a ipertensione arteriosa.

Altre cause che possono disturbare il sonno sono: il caffè, l’alcool, la nicotina, i cibi pesanti e l’attività sportiva nelle 3-4 ore prima di coricarsi.

 

Quali sono le principali conseguenze della deprivazione del sonno?

 Le principali conseguenze dell’insonnia sono:

  • astenia, ossia una stanchezza significativa;
  • disturbi dell’attenzione, della concentrazione e della memoria, soprattutto sul lavoro;
  • eccessiva sonnolenza diurna;
  • disturbo dell’umore;
  • ansia e facile irritabilità.

 

Esistono dei rimedi per i disturbi di sonno occasionali?

Il rimedio migliore è individuare la causa alla base del disturbo e capire se questa può essere rimossa. Prima di passare a una terapia farmacologica, si segnalano alcuni accorgimenti per una buona igiene del sonno:

  • coricarsi e svegliarsi sempre alla stessa ora, se possibile, anche nel fine settimana;
  • usare la camera da letto solo per dormire, evitando quindi di guardare la televisione o di mangiare a letto;
  • ridurre nicotina, caffeina e alcool nell’arco della giornata;
  • svolgere esercizio fisico regolare, ma non nelle 3-4 ore prima di coricarsi;
  • esporsi con regolarità alla luce solare, perché ciò favorisce il corretto ritmo circadiano.

 

Che cosa si può fare se il problema diventa cronico?

Se le indicazioni espresse precedentemente non sono risolutive, il medico specialista potrà consigliare alcune terapie farmacologiche, a cominciare dalla melatonina.

Successivamente, è possibile ricorrere alle benzodiazepine oppure a ipnoinducenti, farmaci che favoriscono la comparsa del sonno.

Ci sono persone che faticano ad addormentarsi ma che poi dormono regolarmente; altre, invece, hanno molte difficoltà a mantenere un sonno costante e prolungato. Altre ancora tendono a svegliarsi molto presto al mattino, non riuscendo più a riaddormentarsi: in quest’ultimo caso il problema può essere legato a un disturbo depressivo e, al posto degli ipnoinducenti, è consigliabile ricorrere agli antidepressivi.

 

Quando rivolgersi a uno specialista?

L’aiuto di uno specialista diventa essenziale quando la persona capisce che questo disturbo si sta prolungando nel tempo, pregiudicando in modo significativo la qualità di vita. I disturbi che la persona avverte possono essere diversi – facile irritabilità, deconcentrazione sul lavoro, difficoltà a portare a termine un progetto, problemi a mantenere l’attenzione per un periodo di tempo prolungato: in presenza di questi sintomi è bene rivolgersi a un medico.

 

Qual è il percorso previsto per un paziente che ha disturbi del sonno?

Nel caso in cui gli accorgimenti di cui sopra non siano stati sufficienti a risolvere il problema, è consigliabile rivolgersi a un centro di medicina del sonno.

Qui verrà eseguito l’esame della polisonnografia, che – registrando l’attività elettroencefalografica, insieme ad altri parametri come il tono muscolare, l’attività respiratoria, i movimenti oculari, la frequenza cardiaca ecc. – è in grado di offrire una valutazione sia qualitativa sia quantitativa del sonno.

 

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