Il trattamento più moderno relativo all’insufficienza mitralica è quello della riparazione della valvola mitrale, come spiega la dottoressa Lucia Torracca, Responsabile di Cardiochirurgia di Humanitas.

 

Quando è da prevedere la riparazione della valvola mitrale?

“La riparazione della valvola mitrale è oggi eseguita in quasi tutti i pazienti che presentano una malattia mitralica di tipo degenerativo, in molte forme legate all’endocardite e, anche se più di rado, nelle forme legate alla malattia reumatica”.

 

La riparazione della valvola mitrale è da preferirsi alla sostituzione? 

“Detto che la sostituzione della valvola mitrale è un intervento oggi sempre più raro, c’è da dire che il poter ricorrere alla sola riparazione presenta vantaggi enormi per il paziente. Si tratta, infatti, di un intervento che permette al paziente di non avere un corpo estraneo all’interno del suo cuore e quindi di non dover sottostare alle terapie che diventano necessarie quando si sostituisce la valvola. La riparazione ha dunque il vantaggio di conservare in maniera più fisiologica l’anatomia e la funzione del cuore”.

 

Come avviene l’intervento di riparazione della valvola mitrale?

“Nella maggior parte dei casi l’intervento prevede l’ausilio della circolazione extra-corporea, quindi il ricorso a una macchina che si sostituisce alla funzione del cuore e del polmone, perché per eseguire l’operazione è necessario fermare il cuore, entrare al suo interno e lavorare sulla valvola mitrale. Oggi la riparazione della valvola mitrale è eseguito soprattutto con tecniche mini invasive. In pratica, in un numero molto alto di pazienti, non viene più aperto il torace con quell’intervento che viene chiamato sternotomia mediana, ma vengono effettuate piccole incisioni laterali, attraverso cui si accede e si giunge al cuore così da poter effettuare lo stesso tipo di riparazione che viene eseguita in seguito all’apertura del torace”.