La trombosi è un fenomeno legato alla produzione di un coagulo di sangue che si forma in un punto e in un momento in cui non si sarebbe dovuto formare. Grazie al contributo della dottoressa Lidia Rota, Responsabile del Centro di prevenzione cardiovascolare in Humanitas, conosciamo meglio la trombosi, la sua formazione e i principali fattori di rischio.

Che cos’è la trombosi?

Il sangue deve scorrere liquido e deve diventare denso – cioè coagulare – solo quando c’è bisogno. Quando questo processo avviene in modo inappropriato o eccessivo, scatenato da un’infiammazione, dal contatto con l’aria o dal contatto con sostanze liberate da una ferita, si forma un trombo. Può formarsi in una vena o in un’arteria e può chiuderne un ramo importante fino a causare dei sintomi, che dipendono dall’organo colpito. Il trombo impedisce l’arrivo dell’ossigeno e delle sostanze nutritive e l’organo che da quel vaso riceveva nutrimento soffre. È così che si forma l’infarto del miocardio, che conosciamo come infarto ma è causato da una trombosi coronarica, o l’ictus cerebrale o l’embolia polmonare. Le trombosi sono la causa principale delle malattie cardiovascolari.

 

Quali sono i fattori di rischio?

È più a rischio chi proviene da una famiglia dove uno o più consanguinei hanno avuto un evento da trombosi come infarto, ictus o embolia in un’età relativamente precoce, prima dei sessantacinque anni.

Altri fattori di rischio sono modificabili: un peso eccessivo, una vita sedentaria, un’alimentazione troppo grassa o calorica, una carenza di attività fisica regolare.

Rischia di più anche chi ha un assetto predisponente, ovvero un sangue che coagula più del normale. Ciò non significa che per forza quel soggetto andrà incontro a trombosi, ma che è più fragile e dunque è bene che si protegga maggiormente.