Il professor Erwin Neher, premio Nobel per la Medicina nel 1991, lunedì 16 maggio sarà in visita alla Humanitas University e condurrà un seminario dal titolo “Neuronal communication: modulation of short-term plasticity at the calyx of held synapse”, cui seguirà un momento di confronto con gli studenti.

Il lavoro di Erwin Neher si concentra sugli aspetti presinaptici della neurotrasmissione e, nel corso della lecture, spiegherà l’importanza dei processi di plasticità a breve termine, ovvero quei processi che agiscono sull’efficienza di rilascio di neurotrasmettitore, causandone un aumento o una riduzione transitoria.

Per questi studi Neher utilizza un particolare tipo di sinapsi, la sinapsi a calice del sistema uditivo, o calice di Held: una sinapsi gigante che permette di registrare allo stesso tempo l’attività elettrica dei due compartimenti, presinaptico e postsinaptico, consentendo analisi quantitative e cinetiche di grande accuratezza.

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Foto: Wikipedia

La trasmissione sinaptica

Per capire come il cervello gestisce il flusso di informazioni e regola la capacità dei neuroni di comunicare gli uni con gli altri in una scala di tempo dell’ordine delle “frazioni di secondo”, è cruciale comprendere tutti gli aspetti della trasmissione sinaptica. A livello del neurone che trasmette il segnale (neurone presinaptico) è fondamentale capire quali sono i meccanismi che regolano la disponibilità degli organelli (le vescicole sinaptiche) e ne causano la fusione con la superficie del neurone, permettendo così il rilascio del segnale chimico (neurotrasmettitore) in esse contenuto. A livello del neurone che riceve il segnale (neurone postsinaptico) è importante comprendere come il neurotrasmettitore sia in grado di attivare recettori e consentire così la trasmissione dell’informazione.

 

Chi è Erwin Neher

Nato in Baviera nel 1944, studia fisica e biofisica prima in Germania poi negli Stati Uniti. Negli anni Settanta è ricercatore presso il Max Planck Institute for Biophysical Chemistry a Göttingen, in Germania. Proprio qui, nel 1976, mette a punto – insieme al collega Bert Sakmann – la tecnica del patch clamp, usata in elettrofisiologia per misurare le correnti che attraversano singoli canali ionici presenti sulle membrane cellulari.

Grazie a questo studio, i due ricercatori ottengono nel 1991 il Premio Nobel per la Medicina, “For their discoveries concerning the function of single ion channels in cells”.

Una scoperta importantissima, considerato che il patch clamp costituisce ancora oggi la tecnica di base degli studi elettrofisiologici che vengono svolti nei laboratori che si occupano di neuroscienze, compreso quello della professoressa Michela Matteoli in Humanitas.

Dal 2011 Erwin Heher è a capo di un gruppo di ricerca emerito che lavora sulla biofisica delle membrane.

 

Per maggiori informazioni e per registrazioni, visita il sito di Humanitasedu.