La cura delle metastasi è possibile? Se n’è parlato durante la trasmissione Uno mattina, ospiti il dottor Armando Santoro, Direttore del Cancer Center e il dottor Maurizio Fornari, Responsabile Neurochirurgia di Humanitas.

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Quando il tumore sviluppa metastasi, abbiamo speranze di cura?

“Oggi abbiamo possibilità di rallentare lo sviluppo metastatico, e in una certa percentuale di casi anche di guarire in maniera definitiva”, spiega il dott. Santoro. Esistono diversi tipi di metastasi, precisa il dott. Santoro. Tumori come quello alla mammella o al polmone tendono a diffondere metastasi in vari organi, senza un ordine o una sequenza precisa. Ce ne sono altri, invece, che tendono a manifestarsi prevalentemente in alcuni settori specifici. Ad esempio, il tumore del colon e del retto dà prevalentemente metastasi al fegato, i sarcomi degli arti si diffondono prevalentemente a livello polmonare, il tumore della prostata a livello osseo. Ogni tumore ha dunque una sua tendenza metastatica e questo implica che anche le scelte terapeutiche debbano essere adattate a ogni singolo caso. Tutte le metastasi possono essere affrontate ma non tutte sono operabili: l’approccio chirurgico è adatto ai tumori che prevalentemente si diffondono in un solo organo, mentre è più difficile da applicare nelle malattie che comportano una diffusione in organi diversi”.

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Quale incidenza hanno le metastasi più temibili, quelle cerebrali e spinali?

“La comparsa di metastasi spinali e cerebrali avviene nel 70% dei casi – spiega il dott. Fornari – In particolare, la metastasi cerebrale mette immediatamente a repentaglio la funzione e la vita del cervello e quindi se possibile deve essere rimossa. Per quanto riguarda invece le lesioni spinali, la chirurgia può limitarsi a sostenere la struttura della colonna o può, in presenza di una lesione unica, compiere azioni terapeutiche più risolutive, che comportino addirittura la sostituzione della vertebra interessata”.

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Quali sono le cure utilizzabili contro le metastasi?

“La chirurgia – spiega il dott. Santoro – quando le metastasi sono operabili; la radioterapia, con macchine sempre più innovative e sempre più in grado di andare a colpire le singole lesioni riducendo nettamente la tossicità degli organi vicini; la chemioterapia; i nuovi farmaci biologici e il nuovo campo di trattamento dell’immunoterapia. Aggiungo inoltre l’importanza della diagnosi precoce.”

 

Quando il tumore non è operabile, come si può intervenire?

“È possibile intervenire con la chemioterapia e con i nuovi farmaci, anche in pazienti che versano in condizioni più critiche”. Diverso è, invece, quando la metastasi è cronicizzata. In questo caso bisogna prendere atto della situazione, evitare di cadere in accanimenti terapeutici inutili e cercare di aiutare il paziente, accompagnarlo nella maniera migliore. Circa il 25-30% delle metastasi possono essere guarite, le altre hanno una cronicizzazione della malattia tale da portare a un punto in cui non ci sia più possibilità di intervento”.

 

Un valido aiuto viene dalla tecnologia, sempre più precisa e preziosa nella lotta a tumori e metastasi. In quali ambiti sono stati fatti i passi più importanti in questo senso?

“Grandi progressi sono stati fatti nel settore della diagnostica – precisa il dottor Fornari – Oggi con la PET e la risonanza è possibile individuare praticamente tutte le lesioni. È anche possibile colpire i tumori in maniera non cruenta con la radiochirurgia, che permette di concentrare elevate energie contro piccolissimi bersagli, riprodotti tridimensionalmente su uno schermo, così da distruggere con precisione la lesione o ostacolare il suo sviluppo per molto tempo. La radiochirurgia permette di raggiungere anche bersagli mobili, come le metastasi spinali. È un tipo di intervento che vale soprattutto per le lesioni multiple, nuovo ma in rapida evoluzione”.

 

L’immunoterapia è l’ultima frontiera della cura oncologica?

 L’immunoterapia oggi consente di ottenere risultati eccellenti nell’ambito di patologie come il melanoma, il tumore polmonare, il tumore renale, i linfomi. Ma l’aspetto interessante è che questa nuova forma di cura è oggi sperimentata in molti altri campi medici, perché estremamente trasversale. Siamo da sempre abituati a farmaci che agiscono in modo specifico sulle singole patologie. L’immunoterapia è completamente diversa, sembra dare risultati in tutti i tipi di tumori perché agisce riattivando le difese dell’organismo contro le cellule tumorali e contro tutto ciò che tende a minacciare la nostra salute. Per questo si può essere doppiamente ottimisti: prima di tutto perché migliorando i risultati in fase iniziale avremo sempre meno pazienti con metastasi, e poi perché nella cura delle metastasi grazie all’immunoterapia possiamo sperare di ottenere un ulteriore allungamento delle aspettative di vita”.

 

Guarda l’intervento integrale del dott. Santoro e del dott. Fornari dal minuto 52’04’’