L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha recentemente approvato un nuovo tipo di terapia per il trattamento delle metastasi ossee derivanti da carcinoma prostatico. Humanitas è un centro autorizzato ad effettuare questo tipo trattamento, che ha dimostrato in tutte le fasi di studio di portare importanti vantaggi in termini di sopravvivenza e di riduzione del dolore. Ne abbiamo parlato con il dott. Marcello Rodari e la dott.ssa Egesta Lopçi, medici nucleari di Humanitas Cancer Center.

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Quali sono le caratteristiche di questo trattamento?

Il trattamento, basato sul radiofarmaco radio-223-dicloruro, è un tipo di terapia molto mirata, che ha limitati effetti secondari e viene ripetuta più volte sul singolo paziente. Il carcinoma prostatico, quando è in stadio avanzato, evolve spesso con la manifestazione di metastasi ossee, causando dolore e fratture: il radio-223-dicloruro è il primo farmaco “mirato” che non si limita ad alleviare i sintomi. È stata infatti provata la riduzione di complicanze (come le fratture) e un allungamento dell’aspettativa di vita.

Come funziona?

Il radio-223 è una sostanza che emette radiazioni a corto raggio (particelle alfa). Nel corpo, il radio-223 si accumula nelle parti dello scheletro in cui avviene una nuova formazione di tessuto osseo, come nel caso delle metastasi. Le particelle alfa ad alta energia distruggono le cellule tumorali e aiutano a controllare i sintomi associati; il breve raggio d’azione delle particelle, di circa 0,1 millimetri, permette di lasciare inalterato il tessuto sano circostante e in particolare il midollo osseo. Il successo delle sperimentazioni ha inoltre consentito di proporre nuovi studi, per indagare sulla combinazione di questo trattamento con altri già approvati per il carcinoma della prostata e di estendere la ricerca sul radio-223 anche a metastasi ossee derivanti da tumori primari differenti, come per esempio il carcinoma mammario.