Distorsioni, lussazioni e piccole fratture: sono questi alcuni dei rischi che possono derivare da cadute e traumi accidentali. Come prevenirli?

Quali rischi derivano dalle cadute per distrazione?

Escluse le semplici contusioni, le conseguenze delle cadute e traumi accidentali comportano almeno 10-15 giorni di immobilità, tra dolori e limitazioni dell’attività. Specie d’estate, quando più si è propensi a praticare sport ed attività all’aria aperta, esponiamo a rischi piedi, mani, spalle e gomiti. Il primo consiglio è quello di indossare calzature adatte, una raccomandazione che vale sia per il mare sia, a maggior ragione, per la montagna: ogni volta in cui c’è una distanza da percorrere, bisogna mettere il piede in grado di avere la migliore presa sul terreno, per ridurre l’eventualità di cadute.

Mani, quali sono i danni più comuni?

I rischi più frequenti per le mani sono rappresentati dalle distorsioni alle dita, specie del pollice, e del quinto metacarpale, ovvero il sottile osso che è la prosecuzione del mignolo verso il polso.

Caduta laterale, quali rischi per la spalla?

La spalla riporta i danni maggiori quando la caduta avviene con braccio lontano dal corpo oppure urtando direttamente la spalla. Per una lussazione o distorsione si sta fermi almeno 20 giorni ma eliminato il tutore basta un po’ di riabilitazione assistita e rinforzo muscolare per tornare alla normalità.

Gomito, quali rischi derivanti da cadute?

Il gomito è un’articolazione molto delicata e facilmente si può riportare una piccola frattura del capitello radiale oppure, nei casi più seri, una frattura dell’omero che può necessitare di intervento chirurgico. Nei casi più semplici bastano 10-15 giorni di immobilità seguiti da una precoce immobilizzazione del gomito.

E per le dolorose “botte” al quinto dito del piede?

Nella maggior parte dei casi è sufficiente immobilizzare il dito con un cerotto e al limite utilizzare calzature a suola rigida tipo gli zoccoli.