COME TI POSSIAMO AIUTARE?

Centralino
+39 02 8224 1

Se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci telefonicamente

Prenotazioni Private
+39 02 8224 8224

Prenota una visita in privato o con assicurazione telefonicamente, oppure direttamente online

Centri

IBD Center
0282248282
Dipartimento di Gastroenterologia
02 8224 8224
Ortho Center
02 8224 8225
Cancer Center
02 8224 6280
Fertility Center
02 8224 4646
Centro Odontoiatrico
0282246868
Cardio Center
02 8224 4330
Centro Obesità
02 8224 6970
Centro Oculistico
02 8224 2555
Centro Diagnostico Privato
02 8224 2100

Tenosinovite stenosante (dito a scatto)


Che cos’è la tenosinovite stenosante dei tendini flessori?

La tenosinovite stenosante dei tendini flessori, comunemente nota come dito a scatto, interessa le pulegge e i tendini della mano, indispensabili per la flessione delle dita

I tendini funzionano come delle lunghe funi e connettono i muscoli dell’avambraccio alle ossa delle dita. Nelle dita le pulegge formano dei tunnel fibrosi entro cui scorrono i tendini, facilitati dalla presenza delle relative guaine. Le pulegge trattengono i tendini vicino alle ossa con lo scopo di ottenere il movimento di flessione delle dita. 

La tenosinovite stenosante dei tendini flessori è una condizione piuttosto comune che si presenta quando nella guaina tendinea si sviluppa una zona di rigonfiamento. Ogni volta che deve attraversare la puleggia vicina al rigonfiamento, il tendine viene schiacciato con conseguente dolore e una sensazione di scatto nel dito corrispondente. Quando il tendine scatta produce ulteriore infiammazione e gonfiore; si crea così un circolo vizioso che sostiene l’infiammazione, il gonfiore e lo scatto del dito. Talvolta il dito si blocca in flessione e diventa difficile e molto doloroso raddrizzarlo.

Quali sono le cause della tenosinovite stenosante?

Le cause di questo processo infiammatorio non sono sempre chiare. Può essere dovuto a microtraumi ai tendini flessori o a un sovraccarico funzionale, ma giocano anche un ruolo importante patologie come artrite reumatoide, diabete e gotta.

Quali sono i sintomi della tenosinovite stenosante?

Il dito a scatto si manifesta inizialmente con indolenzimento alla base del dito, dove può essere rilevato un piccolo nodulo, e con la difficoltà a chiudere la mano interessata in un pugno. Con il procedere del disturbo, si aggiunge il tipico scatto fino all’impossibilità di piegare completamente il dito che resta bloccato in una posizione leggermente flessa. I sintomi, abitualmente, sono più acuti al risveglio: durante il riposo notturno, infatti, le dita restano ferme e le strutture tendinee si gonfiano maggiormente. La sintomatologia del dito a scatto ha conseguenze immediate sulla qualità della vita del paziente rendendo difficoltosa l’esecuzione delle normali attività quotidiane.

Diagnosi

La diagnosi del dito a scatto è clinica e non sono necessari esami strumentali: comprimendo la base del dito, infatti, il paziente avvertirà un dolore importante a cui può aggiungersi anche il caratteristico scatto. In caso, invece, si sospetti un disturbo di tipo artrosico, ai fini della diagnosi sarà necessario effettuare anche una radiografia.

Trattamento

L’obiettivo del trattamento è eliminare lo scatto o il blocco del dito e ripristinarne il normale movimento. Il gonfiore intorno al tendine flessore e alla sua guaina devono essere ridotti per consentire un migliore scorrimento nella puleggia. La somministrazione di antinfiammatori e l’applicazione di tutori possono essere indicati per diminuire l’infiammazione del tendine quando il disturbo è insorto da poco e non risulta totalmente invalidante per il paziente. I tutori sono abitualmente due, uno notturno che mantiene le dita in posizione di riposo durante il sonno, per evitare l’aumento mattutino dei dolori, e uno diurno, meno invasivo, che si posiziona alla base del dito per impedire la sua iper-flessione senza però compromettere tutti i movimenti necessari. I tutori sono personalizzati in base alle caratteristiche della mano del paziente. Il trattamento può anche includere il cambiamento delle attività manuali.

Qualora questi trattamenti non dovessero essere sufficienti a migliorare i sintomi, si può procedere con un’infiltrazione di corticosteroidi che, nella maggioranza dei casi, aiutano ad attenuare i sintomi in un paio di giorni, in questo caso è difficile prevedere l’effettiva durata del risultato.

Se il disturbo è più severo, al paziente può essere suggerito un intervento in regime ambulatoriale. Lo scopo della chirurgia è di aprire la prima puleggia in modo che il tendine possa scorrere liberamente. L’operazione è mininvasiva e si svolge in anestesia locale in circa cinque minuti. Il movimento attivo del dito generalmente inizia subito dopo l’intervento e l’uso normale della mano è garantito dal giorno seguente l’intervento.