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Responsabili del servizio:

Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale - Responsabile: dottor Stefano Respizzi.

 

Le patologie dei tendini, sia acute che croniche, sono un capitolo importante in riabilitazione ortopedica, non solo per la loro elevata incidenza (anche in considerazione del numero crescente di persone dedite allo sport), ma anche dal punto di vista clinico generale, in virtù delle più recenti acquisizioni scientifiche, con nuove possibilità di cura. Sappiamo infatti che i tendini non sono semplici “corde fibrose”, bensì strutture viventi dinamiche che, sotto l’influenza delle stimolazioni di tipo meccanico e grazie anche alla presenza di cellule staminali, sono in continuo rimodellamento e rinnovamento. Sono quindi capaci di adattarsi a mutate condizioni biomeccaniche e metaboliche.
Scoperte recenti hanno inoltre evidenziato, come malattie di tipo sistemico (esempio diabete, gotta, ipercolesterolemia, obesità, patologie reumatiche e autoimmuni, disfunzioni della tiroide), possano coinvolgere anche i tendini, talvolta addirittura “bersagli” primari della malattia stessa.
In altri termini, un dolore a un tendine può essere la “spia” di una patologia di carattere generale (o sistemico), dalla cui diagnosi e trattamento tempestivi, anche la tendinopatia stessa può beneficiare.

Approccio globale

Da qui nascono l’importanza e l’attenzione per un approccio alle tendinopatie di tipo globale: non va considerata solo la tendinite, bensì valutato e curato il paziente nella sua globalità, poiché solo con queste premesse si possono elaborare strategie diagnostiche e di cura rapide ed efficaci, anche per quei casi cronici e refrattari a diversi tipi di trattamento.
Dal punto di vista diagnostico, una migliore conoscenza scientifica e la disponibilità di strumenti ad alta definizione offrono un indubbio vantaggio per il clinico.

Parimenti, dal punto di vista terapeutico sono stati fatti interessanti progressi nella cura delle tendinopatie che, nell’ottica di un approccio a 360° e considerando sia l’aspetto biomeccanico che biofisico cellulare, può essere così articolata:

  • individuazione della tendinopatia e di un’eventuale patologia sistemica di base associata.
  • prescrizione di esercizio fisico terapeutico-riabilitativo (diversificato in funzione della patologia, dell’età e delle esigenze del paziente), con effetto trofico-anabolico (cioè di nutrimento) anche sui tendini, oltre che su osso e muscoli correlati.
  • applicazione di stimolazioni biofisiche (di cui le onde d’urto rappresentano attualmente il “gold standard” in questo ambito) e biochimiche, come per esempio le infiltrazioni con acido ialuronico e/o fattori di crescita autologhi (Plasma Ricco di Piastrine, PRP), per contrastare la componente infiammatoria e ridurre l’aspetto degenerativo della tendinopatia.
     

In questo ambito si può parlare, a tutti gli effetti, di “Riabilitazione Rigenerativa”: curare e riabilitare un paziente con tendinopatia significa non solo spegnere infiammazione e dolore per il recupero della funzione articolare globale, ma anche cercare di ripristinare fisiologia e struttura del tendine malato. Si tratta, quindi, non di una semplice azione palliativa, bensì più propriamente trofico- rigenerativa.
Con l’obiettivo di offrire un percorso di diagnosi e cura delle tendinopatie (anche quelle croniche e refrattarie ai diversi trattamenti), che consideri il paziente nella sua globalità e offra una strategia tempestiva ai fini della guarigione, è stato concepito il percorso diagnostico- terapeutico denominato.

Esso si articola in tre fasi:
 

Percorso diagnostico “One day”:
 

  • visita specialistica di Riabilitazione Ortopedica:
    lo specialista conduce un’attenta valutazione clinico – anamnestica per formulare la diagnosi e individuare eventuali fattori di rischio o sospetti per malattie sistemiche concomitanti;
  • esami di laboratorio e/o strumentali, a completamento di quanto già eseguito dal paziente;
  • eventuale visita specialistica internistica generale, se dovessero emergere dati clinico e/o strumentali suggestivi per patologia concomitante di carattere sistemico;
  • eventuali ulteriori approfondimenti specialistici, se individuata patologia di tipo sistemico.

 

Percorso Terapeutico “Integrato”
 

In funzione del quadro clinico, viene redatto dal medico specialista in Riabilitazione ortopedica il Progetto Riabilitativo Individuale (P.R.I.), che comprende:

  • rieducazione motoria personalizzata;
  • terapia Onde d’Urto focali (e/o eventualmente altre terapie fisiche);
  • eventuale Terapia infiltrativa locale con effetto trofico-rigenerativo (acido ialuronico o PRP).

 

Follow-up
 

  • visita specialistica di Riabilitazione Ortopedica di controllo, generalmente a distanza di 2-3 mesi dalla fine del ciclo di terapie, per valutare l’effetto dei trattamenti;
  • eventuale Visita specialistica Internistica per rivalutare il quadro clinico generale e/o l’effetto di terapie associate;
  • eventuale visita specialistica Ortopedica, in caso di mancata risposta al trattamento riabilitativo conservativo, per valutare una possibile indicazione al trattamento chirurgico.