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Colonscopia

La colonscopia è un esame diagnostico che consente di visualizzare le pareti dell’intestino crasso ed eventualmente dell’ultimo tratto del tenue introducendo attraverso il retto un endoscopio sottile e flessibile che viene fatto avanzare lentamente insufflando aria e acqua per distendere le pareti.
Questo esame viene richiesto per indagare alcuni sintomi quali l’alterazione dell’alvo, la comparsa di addominalgie o sanguinamenti di verosimile origine colica, per escludere malattie infiammatorie croniche intestinali, o prevenire eventuali lesioni asintomatiche del colon.
Nel corso della procedura pertanto potranno essere effettuati prelievi bioptici o eseguite asportazioni endoscopiche di eventuali di eventuali polipi riscontrati.

 

Qual è la preparazione richiesta?

La colonscopia prevede nei 3 giorni precedenti l’esame il rispetto di una dieta priva di scorie e  l’assunzione di una preparazione intestinale (la sera precedente e/o il mattino dell’esame), affinché il colon sia completamente pulito e l’esame risulti più accurato. 
Inoltre verrà richiesto al paziente di mantenere il digiuno da alimenti solidi a partire dalla mezzanotte precedente l’esame e l’astensione da liquidi almeno 6 ore prima della procedura.
Se necessario è possibile assumere la terapia domiciliare la mattina della procedura con una piccola quantità d’acqua.
In caso di assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti sarà necessario rivolgersi al Medico per definire la modalità di sospensione nei giorni precedenti la procedura e consultare le relative norme di preparazione scaricate al momento della prenotazione.

Norme di preparazione

È necessario seguire delle norme per facilitare la buona riuscita dell'esame. Scarica qui il documento.

Cosa succede durante l'esame?

Per rendere la procedura più confortevole, al paziente vengono somministrati sedativi associati ad analgesici per via endovenosa. 
Durante la colonscopia, generalmente ben tollerata, il colon viene insufflato con aria e acqua per permetterne una più accurata visione.
Durante la procedura è quindi possibile avvertire fenomeni transitori di meteorismo o crampi, che regrediscono in poche ore. 
L’eventuale esecuzione di biopsie (prelievo di un campione della muscosa del colon) è indolore. 

 

Che cosa sono i polipi, perché vengono asportati e cos'è una polipectomia?

L’esame endoscopico può assumere un significato terapeutico nel momento in cui vengano riscontrati polipi asportabili. 
La polipectomia avviene in corso di colonscopia mediante l’utilizzo di pinze oppure di particolari anse collegate a bisturi elettrico. 
I polipi sono lesioni, per lo più benigne, della mucosa colica. Le loro dimensioni possono variare da pochi millimetri a diversi centimetri. L’aspetto macroscopico non consente sempre di distinguere la natura del polipo. Pertanto, dopo l’asportazione, i polipi devono essere analizzati dal laboratorio di Anatomia Patologica. 
È noto che la maggior parte dei tumori del colon origini dai polipi. La colonscopia pertanto consente di individuare polipi o lesioni tumorali anche asintomatici.  Mediante la polipectomia è così possibile interrompere la potenziale evoluzione verso un tumore invasivo. 
Sebbene la colonscopia sia il metodo più accurato per l’identificazione dei polipi e dei tumori del colon, nessun test è infallibile ed esiste sempre una ridotta possibilità che alcune lesioni non siano identificate, soprattutto nel caso in cui l’intestino non risulti pulito in modo adeguato.

 

Cosa succede dopo la colonscopia?

Il paziente, dopo un adeguato monitoraggio di almeno 45 minuti, potrà tornare al domicilio accompagnato e non sarà pertanto possibile prendere decisioni importanti sino al giorno successivo, poiché la facoltà di giudizio e i riflessi potrebbero risultare rallentati a causa della sedazione somministrata. 
Nelle ore successive all’esame potrebbero presentarsi crampi o tensione addominale a causa dell’aria insufflata durante l’esame. È importante ricordare che sono fenomeni assolutamente transitori. Dopo la dimissione sarà possibile alimentarsi.

 

Quali sono le possibili complicanze della colonscopia?

Sebbene la colonscopia e la polipectomia siano generalmente procedure sicure, sono possibili complicanze, sebbene rare, date da microperforazioni o lacerazioni della parete intestinale, che in alcuni casi potrebbero richiedere un intervento chirurgico. Questa complicanza è molto rara (1/1000). 
Nel punto della biopsia o della polipectomia può verificarsi a volte un sanguinamento, ma si tratta spesso di un fenomeno clinicamente non rilevante o comunque gestibile endoscopicamente. Solo in casi molto rari si rivela necessario un intervento chirurgico o una trasfusione di sangue. 
È possibile che alcuni pazienti manifestino reazioni avverse dovute ai sedativi somministrati o complicanze cardio-respiratorie dovute a patologie cardiache o polmonari pre-esistenti. 
Il decesso è un evento estremamente raro in corso di questa procedura endoscopica.