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Centro Antifumo Humanitas

Il fumo non è un vizio, ma una vera e propria dipendenza, fisica e psicologica.

La dipendenza fisica è indotta dalla nicotina, una sostanza psicoattiva, pari a eroina, cocaina e altri oppiacei, che raggiunge rapidamente il cervello stimolando recettori specifici. L’attivazione di questi recettori induce il rilascio di ormoni “del piacere” e un costante bisogno di nicotina. In mancanza di nicotina, infatti, insorge un malessere chiamato crisi d’astinenza (ansia, agitazione e irritabilità) che impedisce a chi fuma di smettere di fumare senza fatica.

La dipendenza psicologica si instaura successivamente alla dipendenza fisica: chi fuma trova nella sigaretta un valido aiuto per affrontare situazioni di stress e momenti difficili.

La dipendenza riguarda anche le sigarette elettroniche (e-cig) e quelle a tabacco riscaldato (Iqos), che vengono utilizzate da molte persone al posto della sigaretta. Questi dispositivi contengono nicotina che provoca dipendenza e arreca danni cardiovascolari, e rilasciano sostanze dannose: cancerogeni (come la formaldeide) e metalli pesanti (come il nichel, il piombo e l’acroleina). 

Sebbene non raggiungano le temperature della combustione, questi dispositivi non possono essere ritenuti un’alternativa salutare: il loro utilizzo può comunque associarsi allo sviluppo di malattie cardiovascolari, patologie polmonari e tumori. Sono inoltre in corso studi sulle sostanze aromatiche contenute nei liquidi delle sigarette elettroniche: una loro inalazione prolungata e ad alte concentrazioni può infatti causare l’insorgenza di disturbi.

Provare a smettere di fumare determina l’insorgere di sintomi di astinenza, quali insonnia, irritabilità, ansia, cefalea con conseguente rischio di ricaduta nella dipendenza. Ecco perché rivolgersi a strutture specializzate nella gestione di questa problematica è così importante.

In Humanitas è attivo un Centro Antifumo che propone un percorso personalizzato, pensato per chiunque desideri liberarsi da questa dipendenza e abbia bisogno di un aiuto per farlo.

Modalità di accesso al Centro Antifumo

Per accedere al servizio è possibile telefonare al numero 02 8224 2454, dal lunedì al venerdì – dalle 9 alle 17, e presentarsi con l’impegnativa del medico di base per “visita multidisciplinare” con il quesito diagnostico “percorso disassuefazione del fumo”.

Il Centro Antifumo di Humanitas è coordinato dalla dottoressa Licia Siracusano.

Il percorso antifumo

Durante l’incontro preliminare, in un’unica giornata, si svolge una visita medica specialistica. Lo scopo è quello di strutturare un intervento personalizzato e specifico, psicologico e farmacologico, della durata minima di 6-8 incontri. In questa sede, avvengono la misurazione del monossido di carbonio espirato (CO) e la compilazione di due questionari: il test di Fagerstrom, per verificare la dipendenza da nicotina, e un secondo test per valutare il grado di motivazione alla disassuefazione dal fumo. I controlli ambulatoriali sono programmati regolarmente sulla base delle esigenze di ogni singola persona.

La terapia farmacologica si avvale dell’utilizzo della citisina, una sostanza naturale derivante dalla pianta del maggiociondolo. La citisina si comporta da agonista parziale nei confronti del recettore della nicotina: fingendo di essere nicotina, la citisina blocca il recettore riducendo così il bisogno di nicotina ed evitando l’insorgenza della crisi di astinenza.

I 5 alibi di chi fuma

La sigaretta aiuta a rilassarsi, concentrarsi, prendere decisioni. Gratificato dalla sensazione di benessere che ne deriva, spesso capita che chi fuma adduca una lunga serie di scuse allo scopo di procrastinare la decisione finale.
Ecco l’elenco delle più utilizzate:

  1. “Non posso farcela, non ho abbastanza forza di volontà”. La sfida è certamente importante e impegnativa, ma se vinta farà acquistare maggiore fiducia in se stessi. Individuare le situazioni in cui il desiderio si fa più forte e cercare strategie alternative per superare i momenti di difficoltà è certamente un buon punto di partenza. Smettere di fumare, infatti, non dipende solo dalla determinazione, ma dalla capacità di riorganizzare il proprio stile di vita.
  2. “Aumenterò di peso”. Falso. Il metabolismo basale è ristabilito nel giro di soli tre mesi, ma è bene iniziare con il piede giusto, impegnandosi fin da subito a un’alimentazione sana ed equilibrata e a una regolare attività fisica (è sufficiente una camminata veloce di mezz’ora al giorno).
  3. “Da quando ho smesso di fumare sono irrequieto, ansioso e non riesco a dormire”. Irrequietezza e insonnia sono sintomi di astinenza del tutto transitori, superabili nel giro di poche settimane. Per contrastarli, è bene ridurre il consumo giornaliero di caffè, cercare di rilassarsi alternando il lavoro a pause, brevi passeggiate e respiri profondi.
  4. “Non ho problemi di salute”. Meglio così. La salute va preservata, è un bene prezioso.
  5. “Fumo poco e light”. Non esistono sigarette meno nocive di altre, e un dosaggio inferiore di nicotina non ridurrà i danni provocati dal fumo.

Smettere di fumare: quali i benefici?

I benefici della disassuefazione dal fumo sono immediati e aumentano col trascorrere degli anni.

  • Dopo 8 ore di astinenza:
    Frequenza cardiaca e pressione arteriosa tendono ad abbassarsi.
  • In due giorni:
    Si recuperano il senso del gusto e dell’olfatto.
  • Il terzo giorno:
    Migliora la capacità polmonare.
  • Tra le due e le otto settimane:
    Pelle e capelli riacquistano un aspetto più sano, la pelle diventa più elastica, le rughe si attenuano. Migliora la respirazione, si stabilizza la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca.
  • In tre mesi:
    La tosse cronica sparisce, e l’aumento di peso inizialmente osservato, se accompagnato da un’alimentazione sana e da un’attività fisica regolare, si stabilizza.
  • Dopo cinque anni:
    Si riducono il rischio di tumore polmonare e malattie cardiache.
  • Trascorsi quindici anni:
    Le probabilità di rischio di tumore polmonare si assottigliano fino ad avvicinarsi a quelle di chi non ha mai fumato.

Come evitare le ricadute

Nei momenti di crisi può essere d’aiuto trovare hobbies e piccole distrazioni. Fare passeggiate, tenere le mani occupate (ad esempio giocare con palline antistress), masticare gomme o caramelle senza zucchero, legnetti di liquirizia. È utile cercare interessi e stimoli positivi e, per quanto possibile, stare lontani da amici, conoscenti e persone che fumano, prediligendo nei luoghi pubblici le aree per non fumatori. Se si soffre d’insonnia è consigliato evitare bevande eccitanti, come cola, caffè e altri prodotti contenenti caffeina. L’alimentazione merita un particolare occhio di riguardo. La nicotina è infatti una sostanza “anoressizzante”, riduce cioè lo stimolo della fame e contemporaneamente provoca un leggero aumento del metabolismo. La fame nervosa è quindi sempre in agguato, anche perché all’ex fumatore viene a mancare la gestualità del fumo. Il cibo diventa così una valvola di sfogo. È tuttavia inopportuno creare allarmismi, perché il metabolismo basale si ripristina dopo soli tre mesi.
Ecco alcuni accorgimenti, utili a scongiurare fin da subito spiacevoli aumenti di peso:

  • Svolgere regolarmente attività fisica (è sufficiente camminare a passo svelto 30 minuti al giorno) contribuisce a ripristinare il metabolismo basale, controlla il senso di sazietà e favorisce l’aumento della massa muscolare magra. Giova al sistema cardiovascolare, migliora l’assorbimento dei glucidi, la respirazione e l’ossigenazione dei tessuti.
  • Evitare diete drastiche, che rischiano solo di aumentare il senso di fame. Ridurre al minimo il consumo di grassi e zuccheri semplici. Promossi invece frutta, verdura, legumi e fibre.
  • Non consumare caffè e bevande gassate, sostituibili con infusi di erbe e tisane, da sorseggiare lungo l’arco della giornata. È anche bene limitare l’alcool, che contiene un elevato apporto calorico.
  • Contro gli attacchi di fame, è utile tenere a disposizione cibi a basso o nullo apporto calorico: verdure tagliate a pezzettini, ma anche acqua e chewing-gum senza zucchero.
  • Mangiare lentamente consente, infine, di raggiungere un maggiore senso di sazietà.
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