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Cosa fare in caso di sospetta frattura?

Le fratture sono interruzioni di un profilo osseo e possono interessare ossa lunghe o ossa brevi. Sono provocate da traumi determinati da scontri ad alta energia, come incidenti, contatti sportivi o cadute, oppure da una diminuzione della resistenza ossea, in presenza di patologie e infezioni. Le fratture si classificano in composte, se i due monconi sono allineati, o scomposte, se c’è un disallineamento osseo e, oggi, si tende a trattarle chirurgicamente.

Ne parliamo con il dottor Lorenzo Di Mento, Responsabile dell’Unità Operativa di Traumatologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Cosa fare in caso di sospetta frattura?

In caso di sospetta frattura bisogna recarsi al Pronto Soccorso. Se ci si trova in un ambiente urbano si devono chiamare i soccorsi al 112 per ricevere assistenza sanitaria se la frattura interessa gli arti inferiori, mentre se la frattura interessa gli arti superiori è possibile farsi accompagnare al Pronto Soccorso.

Se ci si trova in un ambiente rurale o boschivo, in caso di impossibilità di ricorrere immediatamente al soccorso sanitario, bisogna immobilizzare l’area interessata dalla frattura, se possibile facendosi aiutare, e recarsi in un’area dove è possibile contattare i soccorsi.

Come si cura una frattura?

Oggi l’opzione terapeutica per le persone adulte è quasi sempre chirurgica. In presenza in particolare di fratture articolari è fondamentale che la riduzione sia perfetta e che la ripresa della funzione sia precoce e, per questo, il trattamento chirurgico viene in genere indicato anche in caso di scomposizioni lievi. Inoltre, l’immobilizzazione per un lungo periodo di arti o articolazioni può favorire l’insorgenza di rigidità e di osteoporosi da mancato uso.

Nei bambini, invece, la capacità di rimodellamento osseo è più alta e, in fase di accrescimento scheletrico, un intervento chirurgico può associarsi a danni nello sviluppo delle ossa. In questo caso, quindi, si preferisce un intervento conservativo.

Frattura: quali sono i tempi di guarigione?

Il tempo di guarigione di una frattura è di almeno 2-3 mesi. Si tratta infatti di tempistiche legate alla biologia individuale, che dipendono dalla fase di maturazione del callo. Distretti coperti da una quantità minore di muscoli, come gambe o clavicola, hanno dei tempi di guarigione in genere più lunghi rispetto ad altri distretti ossei.

In generale, l’intervento chirurgico e la stabilizzazione della frattura consentono di iniziare anticipatamente la fase di recupero funzionale, poiché questa non dipende solo dal callo in formazione ma è sostenuta da un mezzo di sintesi che riduce la frattura.

Dopo una frattura l’osso torna come prima?

Nelle fratture composte l’osso guarisce e, con la formazione e il rimodellamento del callo osseo, in circa 2 anni può tornare come in precedenza alla frattura. In questo caso si possono riprendere tutte le attività che si svolgevano prima.
Se, invece, l’osso guarisce con un vizio d’asse o di rotazione, potrebbero presentarsi problematiche sia da un punto di vista anatomico, sia da un punto di vista funzionale. È quindi fondamentale che l’osso guarisca nella posizione corretta per garantire la sua funzionalità.

Visita specialistica ortopedica

La visita ortopedica permette di studiare la struttura e la funzionalità dell’apparato locomotore per diagnosticare patologie acute, croniche o degenerative a carico della colonna vertebrale, degli arti superiori o degli arti inferiori.

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