Che cos’è l’ecografia delle ghiandole salivari?
L’ecografia delle ghiandole salivari è una procedura diagnostica richiesta in presenza di sospetto di disturbi a carico delle ghiandole salivari.
Le ghiandole salivari sono organi pari e simmetrici, annessi alla bocca attraverso i dotti escretori e deputati alla produzione di saliva, un fluido che svolge diverse funzioni fondamentali, tra cui:
- lubrificare e umidificare il cavo orale, facilitando la fonazione e la deglutizione;
- proteggere il cavo orale da infezioni;
- ammorbidire il cibo prima della deglutizione, iniziando il processo digestivo fin dalla bocca;
- percepire il gusto, aiutando in particolare a identificare gli alimenti deteriorati e non adatti al consumo.
A cosa serve l’ecografia delle ghiandole salivari?
L’ecografia delle ghiandole salivari serve a studiare le ghiandole salivari maggiori:
- le ghiandole parotidi, localizzate sotto l’orecchio ai lati del viso;
- le ghiandole sottomandibolari, localizzate sotto la mandibola;
- le ghiandole sottolinguali, localizzate sotto la lingua.
Vi sono poi le ghiandole salivari minori, poste nella mucosa e nella sottomucosa di laringe, lingua, palato, guance e labbra. Si tratta però di ghiandole di dimensioni troppo ridotte per poter essere visualizzate tramite ecografia e si possono analizzare solo al microscopio con un prelievo bioptico.
L’ecografia delle ghiandole salivari consente di valutare l’eventuale presenza di svariate patologie, come:
- scialoadenite, una patologia infiammatoria acuta (virale o batterica) o cronica (autoimmune o più di rado infettiva o ostruttiva);
- scialolitiasi, una calcolosi salivare associata all’alterazione del ph salivare, per cui i sali presenti nella saliva precipitano sotto forma di concrezioni calcaree all’interno dei dotti salivari;
- patologie espansive, come cisti, tumori benigni, tumori maligni.
L’ecografia delle ghiandole salivari analizza la struttura delle ghiandole salivari, le loro dimensioni, la vascolarizzazione, la presenza di eventuali calcoli e/o la dilatazione dei dotti escretori associata, la presenza di eventuali lesioni benigne o maligne.
La tecnica color-power Doppler permette inoltre di ottenere informazioni sulla vascolarizzazione intra-ghiandolare e, nel caso specifico di lesioni nodulari, la presenza di segnali vascolari intra o perinodulari.
Nell’iter diagnostico, inoltre, l’ecografia può essere impiegata nella guida di procedure di ago-aspirazione o ago-biopsia per esami cito-istologici.
Sono previste norme di preparazione?
Per consultare eventuali norme di preparazione alla visita, è possibile visitare la pagina dedicata (cliccando qui).
Quali pazienti possono effettuare l’ecografia delle ghiandole salivari?
I pazienti a cui viene prescritta l’ecografia delle ghiandole salivari presentano il sospetto di un disturbo a carico delle ghiandole salivari.
Il sintomo che si associa più comunemente a questi disturbi è l’ingrossamento della ghiandola coinvolta, che si presenta come una tumefazione (circoscritta o diffusa) e che può svilupparsi improvvisamente associato a dolore e in alcuni casi acuti febbre, oppure progressivamente senza dolore (nelle condizioni croniche o in presenza di neoplasie).
Altri sintomi che possono indicare la necessità di eseguire ecografia delle ghiandole salivari sono:
- secchezza della cavità orale, con difficoltà nella deglutizione e aumento del rischio di infezioni e patologie dentali;
- sensazione di “bocca secca”;
- sensazione di amaro in bocca;
- difficoltà ad aprire la bocca;
- ingrossamento dei linfonodi locoregionali.
L’ecografia delle ghiandole salivari è dolorosa o pericolosa?
No, l’ecografia delle ghiandole salivari è un esame diagnostico non invasivo e non è né dolorosa né pericolosa e non presenta controindicazioni.
Come funziona l’ecografia delle ghiandole salivari?
L’ecografia delle ghiandole salivari utilizza gli ultrasuoni per valutare i tessuti delle ghiandole salivari e individuare eventuali anomalie.
Per eseguire l’esame il paziente si pone sul lettino in posizione di decubito supino, con il collo ben disteso e la testa leggermente ruotata sul versante controlaterale a quello da esaminare. Sull’area di interesse viene applicato uno strato di gel e dunque, con un’apposita sonda lineare a elevata frequenza, l’ecografista effettua le scansioni ecografiche lungo i piani longitudinali, trasversali e obliqui in base al singolo quesito clinico. La sonda è collegata a un monitor su cui vengono visualizzate le immagini. In genere l’esame si effettua comparativamente con la ghiandola salivare controlaterale. L’esame non richiede preparazione preliminare e dura nel complesso 15 minuti.
L’ecografia delle ghiandole salivari è un esame diagnostico non invasivo che utilizza ultrasuoni per esaminare i tessuti delle ghiandole salivari e rilevare eventuali anomalie.