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Allergia agli acari: i sintomi e cosa fare

Gli acari della polvere sono aracnidi di dimensioni minuscole che proliferano nella polvere. Gli acari si trovano in genere al chiuso, soprattutto in ambienti domestici, molto umidi o poco arieggiati. La polvere tende ad accumularsi in corrispondenza di tappeti, tende, cuscini e materassi, ma anche sugli scaffali e nelle librerie, con un aumento del rischio di proliferazione degli acari. Questi possono provocare in persone predisposte dei sintomi allergici, in particolare oculorinite e asma. In caso di dubbi, quindi, è opportuno fare riferimento allo specialista allergologo, che indicherà gli esami utili per diagnosticare un’eventuale allergia.

Ne parliamo con il dottor Giovanni Paoletti del Centro di Medicina Personalizzata: Asma e Allergologia dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Allergia agli acari: i sintomi

I sintomi che manifestano le persone allergiche agli acari possono essere molteplici. Si può infatti sviluppare un interessamento a livello delle alte vie respiratorie, con la comparsa di rinorrea, produzione di muco, starnuti, tosse, intenso prurito al naso e congiuntivite (oculorinite), ma possono anche aversi sintomi più severi. In questo caso si tratta di manifestazioni di tipo asmatico, con quadri di broncospasmo e sensazione di difficoltà respiratoria e oppressione del torace.

Bisogna prestare attenzione a non confondere i sintomi dell’allergia agli acari con quelli del raffreddore comune. In genere i sintomi allergici si presentano con maggiore intensità quando la persona è in ambienti chiusi e polverosi, non sono passeggeri ma persistono per più di una settimana.

I sintomi dell’allergia agli acari possono inoltre manifestarsi singolarmente o essere compresenti e, se risultano particolarmente intensi, interferire con la normale quotidianità della persona che ne è interessata.

Cosa fare con l’allergia agli acari?

In presenza di allergia agli acari bisogna cercare di limitare la popolazione degli acari all’interno degli ambienti domestici o lavorativi (profilassi ambientale). Per quanto riguarda il proprio domicilio, bisogna utilizzare presidi anti-acaro come appositi coprimaterassi e copricuscini, che limitano l’aumento della popolazione di acari, oltre a mantenere un’igiene costante di tutti gli ambienti. È consigliato limitare l’utilizzo di tappeti e tende, che favoriscono la proliferazione degli acari e, quando presenti, pulirli con attenzione utilizzando specifici filtri per l’aspirapolvere.

Per quanto riguarda invece il trattamento dei sintomi, potrebbero essere prescritte dallo specialista allergologo terapie topiche nasali a base di farmaci antistaminici e\o steroidi, terapie con antistaminici da assumere oralmente, e/o farmaci inalatori e broncodilatatori per gestire l’asma. Possono essere inoltre utili, in caso di asma grave, farmaci biologici come gli anticorpi monoclonali. In tutti i casi, i farmaci aiutano a contenere i sintomi ma devono essere assunti sempre sotto controllo medico.

Un’altra possibilità, da valutare con lo specialista allergologo, è il ricorso all’immunoterapia allergene specifica, comunemente chiamata “vaccino antiallergico”. Si tratta di una terapia che consente di curare questa specifica forma di allergia in casi selezionati, somministrando in un arco di circa 3 anni, per via sottocutanea o sublinguale, dosi controllate di allergene per desensibilizzare il soggetto all’allergene stesso.

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